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90 chilometri a piedi o in bici:
ecco il Grande Anello
dei Borghi Ascolani

IL PROGETTO - Da piazza del Popolo all’eremo di San Marco, passando, tra le altre, per Castello di Venarotta, Forcella e Valledacqua di Acquasanta. Un percorso che punta alla riscoperta dell’entroterra. Nel segno del turismo esperenziale grazie a "Le Marche Experience"

La presentazione del percorso

di Federico Ameli

Un itinerario costituito da sei tappe, per un totale di 90 chilometri da percorrere a piedi o in bicicletta, ideato per consentire ai turisti, ma anche agli abitanti del territorio, di conoscere più da vicino l’eccezionale connubio tra arte, storia, cultura e natura della fascia pedemontana della provincia. Nasce da questi presupposti il Grande Anello dei Borghi Ascolani, il progetto promosso da “Le Marche Experience”, l’associazione fondata circa un anno fa da alcuni tra i maggiori esperti a livello locale di turismo esperienziale e responsabile, in collaborazione con le amministrazioni comunali di Ascoli, Acquasanta Terme, Roccafluvione e Venarotta, che hanno scelto di aderire come partner all’iniziativa sulla base di una condivisione di idee comuni per il rilancio del territorio.

Scendoni illlustra il progetto

Prima fra tutte, la ferma convinzione che negli ultimi anni il mondo del turismo stia cambiando sensibilmente e che il visitatore del 2020 sia mosso dalla volontà di fare un’esperienza diversa dal classico “mordi e fuggi”.

«Tra enogastronomia, artigianato ed esperienze outdoor – spiega infatti Massimo Scendoni, presidente dell’associazione- la nostra è una zona che ha molto da offrire ai turisti, che in quest’ottica noi preferiamo definire “ospiti”. Avevamo instaurato una collaborazione con alcuni tour operator per proporre la nostra offerta turistica all’estero e abbiamo avuto dei buoni riscontri, ma l’emergenza sanitaria legata al coronavirus ha inevitabilmente condizionato anche il nostro settore».

Il sindaco di Ascoli Fioravanti ed il vice di Roccafluvione Ianni

Il Covid avrà anche imposto uno stop alle attività turistiche, ma di certo non ha frenato la creatività dei membri dell’associazione. In questo senso, un contributo fondamentale alla nascita del Grande Anello è stato offerto da Emanuele Corradetti, appassionato escursionista e grande esperto di storia locale. «Si tratta – spiega Corradetti – di un percorso che collega i principali borghi nelle vicinanze della città. Una sorta di “cammino di Santiago all’ascolana”, basato sulla maturata consapevolezza di avere in casa un grande potenziale da mostrare al turista, con un mix di storia, arte, natura e cultura che ha ben pochi rivali al mondo».

«L’idea che mi ha sempre affascinato – prosegue – era quella di riunire i vari avamposti della struttura difensiva di quello che nel Medioevo era lo Stato di Ascoli. In questa vera e propria transumanza al contrario, che vede il turista e il cittadino tornare in quei territori abbandonati a partire dal secondo dopoguerra, sarà possibile riscoprire i luoghi e la storia della nostra terra, il tutto in un’atmosfera di benessere».

Un passaggio nell’Acquasantano

Come già anticipato, il percorso prevede 6 tappe da circa 15 chilometri che andranno a formare un vero e proprio anello intorno alla città di Ascoli, in un cammino che, non prevedendo dislivelli importanti, si dichiara alla portata anche degli escursionisti meno esperti e meno propensi alla fatica. Nei novanta chilometri complessivi sarà possibile ammirare gli stupendi paesaggi del versante sud-ovest del Piceno in compagnia di guide esperte e specializzate, con la possibilità di effettuare delle soste già individuate per la ristorazione e l’alloggio.

«Il nostro progetto – dichiara Valeria Nicu, guida turistica e rappresentante dell’associazione – si inserisce nel programma di valorizzazione delle antiche mulattiere dell’Acquasantano portato avanti negli ultimi anni dal Comune di Acquasanta con il sostegno della Fondazione Carisap, integrandosi perfettamente con esso. L’ultima frontiera nel nostro settore è quella del turismo trasformativo ed etico, con il visitatore che non si limita a osservare ma contribuisce attivamente allo sviluppo del territorio pulendo un sentiero o investendo sulla ricostruzione di un’abitazione, tanto per fare degli esempi. È questa la rotta che intendiamo seguire, grazie anche al sostegno di enti come la Bottega del Terzo Settore e delle amministrazioni comunali partner del progetto».

Scendoni e Valeria Nicu

A proposito di amministrazioni comunali, per spiegare le motivazioni che hanno spinto il Comune di Ascoli ad aderire all’iniziativa, il sindaco Marco Fioravanti parte da alcune riflessioni personali maturate nel periodo del lockdown, arrivando a lanciare un appello alle associazioni locali allo scopo di dare un nuovo impulso al territorio. «Secondo alcune proiezioni di qualche mese fa – spiega – entro il 2050 gran parte della popolazione si sarà spostata nei grandi centri abitati. Sinceramente, credo però che l’emergenza sanitaria abbia fatto sì che ognuno di noi rivedesse le sue priorità e in particolare, rivalutasse l’importanza del fattore tempo nella vita di tutti i giorni. La qualità della vita sta nella lentezza e, a questo proposito, è necessario incrementare l’offerta della città e indirizzarla verso un turismo più lento».

«Quello del Grande Anello dei Borghi Ascolani – continua – è un progetto avvincente e molto chiaro: chi arriva ad Ascoli sa già a cosa va incontro e può permettersi di vivere al meglio la città e le aree interne nel pieno rispetto delle nuove esigenze di vita, come il contatto con la natura, il distanziamento sociale e, in un certo senso, anche una dose di spiritualità. Apprezzo particolarmente lo spirito dell’associazione “Le Marche Experience”, che ha presentato alle istituzioni una proposta concreta, e, dato che la nostra forza deve essere l’unione, invito anche le altre associazioni, i commercianti e i cittadini a esprimere le loro idee. Credo infatti che questo sia il momento migliore per proporre una sfida nuova, anche per dimostrare allo Stato le potenzialità dei piccoli centri: negli ultimi anni sono stati seguiti esclusivamente i processi economici, ora è necessario ragionare e investire anche sul territorio».

La prima fase di sperimentazione del cammino è in programma dal 14 al 19 luglio alla presenza di esperti del settore turistico e di alcuni blogger affermati, che documenteranno il percorso contribuendo alla promozione dell’iniziativa. Una volta archiviata questa settimana di prova si potrà dare il via alle prime visite guidate, con le escursioni che inizialmente saranno limitate a piccoli gruppi di 10 o 15 persone nel rispetto delle norme anti-contagio.

Grande soddisfazione espressa anche dal vicesindaco di Roccafluvione, Guido Ianni, secondo cui «l’obiettivo del turismo deve essere quello di fare rete. Senza un progetto comune non si va da nessuna parte, il futuro deve basarsi sulla collaborazione tra amministrazioni vicine, cercando di favorire l’interazione tra territori diversi ed evitando di guardare esclusivamente al proprio rendiconto personale».


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