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Ditte locali escluse dalla gara
per il trasporto scolastico,
è protesta ad Acquasanta

IL SERVIZIO, dal prossimo anno scolastico, è affidato con bando regionale i cui requisiti sono quasi inaccessibili per piccole aziende locali che però si sono unite pur di mantenere il lavoro. Fuori dalla graduatoria per mezzo punto, stanno valutando di fare ricorso al Tar. Raddoppiate le tariffe a carico dei Comuni. Stangoni: «Non siamo in grado di sostenere la spesa» 
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di Maria Nerina Galiè

«Facciamo lavorare la gente del posto» è la frase a cui si fa spesso ricorso nelle aree interne vittime di crisi e calamità, con l’obiettivo di risollevare l’economia locale, non per campanilismo.

Il terremoto e il Coronavirus sono stati devastanti per piccole realtà dell’entroterra piceno. Non si erano ancora rialzate dal primo quando il lockdown ha sferzato l’ultimo, duro colpo.

Molti vengono invitati a guardare con ottimismo la fase 2, quella della ripresa.

Per qualcuno sarà più difficile, come le aziende di trasporti che per decenni si sono occupate di portare a scuola i bambini nei piccoli Comuni di Acquasanta, Force, Palmiano e Amandola.

Il servizio fino a pochi mesi fa era regolato da contratti tra amministrazioni comunali e ditte. Ad Acquasanta ci sono tre ditte storiche, Emmebus, Fratini Fabio e Fratelli Spalazzi.

Da quest’anno il trasporto scolastico viene affidato ai vincitori di una gara d’appalto regionale. Il 27 febbraio scadevano i termini per la presentazione delle buste, aperte solo un paio di settimane fa per via del Covid.

Risultato: le ditte locali, che per rientrare nei requisiti richiesti hanno dovuto unire le forze (con loro la Azzurra 2000) sono state escluse. A vantaggio di altre che arriveranno da centinaia di chilometri per accompagnare da casa a scuola i bambini di Acquasanta, Force, Amandola e Palmiano, tirando in ballo ancora queste località perchè raggruppate nel Lotto 1 (su 10) del bando regionale.

«Non siamo rientrati in graduatoria per mezzo punto. Stiamo valutando di fare ricorso al Tar. Abbiamo richiesto la documentazione», spiegano Danilo Massi, della Emmebus, e Franco Bachetti titolare di Azzurra 2000, che ha presentato l’offerta con accordo di subappalto con le altre aziende del posto, come previsto dal regolamento.

Poi entrano nel dettaglio.

«Ci sono stati assegnati 39,5 punti mentre ne servivano almeno 40. Sembra che non ci abbiano valutato l’offerta tecnica, quella relativa ai mezzi. Si richiedevano solo pullman Euro 6, per i quali avevamo già preso accordi con una concessionaria. Eravamo pronti ad acquistarli pur di mantenere il lavoro».

Massi e Bachetti non nascondono che ne va di mezzo la sopravvivenza stessa delle loro ditte che da sole non si sono potute accostare alla gara.

«Veniva richiesta una cauzione inaccessibile per la maggior parte di noi. Così come il requisito di minimo di  3 servizi da 200.000 euro l’uno. Ma uniti, ce se la poteva fare.

Anche perchè l’aggiudicazione d’asta è stata assegnata ad un importo pari al doppio del nostro attuale compenso, che ormai era bloccato da più di 10 anni, senza mai nessun aumento».

Il sindaco di Acquasanta Sante Stangoni (foto Vagnoni)

E’ Massi a citare alcuni prezzi: «Si parla di 3,59 euro più iva a chilometro per la linea di Pozza, 9 bambini dopo il sisma, contro 1,60 euro più iva che prendo io adesso. Ponte d’Arli passa da 2 euro più iva a 3,59. Tali aumenti moltiplicati per 70, 80 chilometri al giorno valevano un sacrificio e un investimento da parte nostra.

Una manna in questo momento economicamente difficile».

Soldi che non arriveranno a ditte locali. Ma che usciranno dalle casse dei Comuni interessati, su cui grava l’onere?

«Assolutamente no – afferma Sante Stangoni, sindaco di Acquasanta – non siamo assolutamente in grado di sostenere costi superiori a quelli attuali il prossimo anno scolastico. La differenza ce la metterà la Regione.

Per quanto riguarda l’esito della gara, sono molto rammaricato. Ho fatto di tutto, fino a che ho potuto con contratti diretti, per favorire le aziende del posto. Ma adesso mi sono dovuto attenere alle nuove norme. Voglio in ogni caso rassicurare i genitori che il servizio di trasporto scolastico sarà garantito».

 

 


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