Quantcast
facebook rss

Lega Navale di San Benedetto, quando sport e tutela dell’ambiente vanno a braccetto

SAN BENEDETTO - In pieno clima estivo, questa settimana “L’altro sport” presenta le attività della Lega Navale di San Benedetto, tra kayak, canoa, canottaggio e vela, ma soprattutto passione e rispetto per il mare e il suo delicato ecosistema
...

di Federico Ameli

Con l’estate che si appresta ormai a entrare nel vivo, anche “L’altro sport” è costretto ad adeguarsi, abbandonando – almeno momentaneamente – palestre e palazzetti per trasferirsi sotto l’ombrellone. Questa volta, a farci compagnia in questo fine settimana all’insegna dello sport è Giuseppe D’Angelo, consigliere e responsabile della vela e del centro sportivo della Lega Navale di San Benedetto, l’ente nazionale fondato nel 1897 allo scopo di diffondere la cultura, anche sportiva, del mare in Italia.

Prendere il sole a due passi dal bagnasciuga, si sa, piace un po’ a tutti, ma c’è qualcosa di più nella passione di Giuseppe per il mare e per le attività nautiche, un amore che affonda le sue radici nelle primissime fasi della sua infanzia.

«Ad essere sincero – confessa – non so dirti con esattezza quando e come mi sono appassionato a questo genere di sport. Certo è che ho iniziato a frequentare il mare e lo chalet di mia zia fin da piccolissimo. Sono nato l’1 novembre, era un sabato: posso assicurarti che già nel fine settimana successivo ero a San Benedetto con la mia famiglia».

«Da ragazzo – prosegue – ho sempre trascorso l’estate al mare, dando una mano nella gestione dello chalet. Con tutta probabilità, è stato allora che ho iniziato a osservare con maggiore attenzione le diverse imbarcazioni che circolavano da quelle parti. Rispetto ad oggi, all’epoca andavano di moda le barche a motore, ma una volta conosciuto più da vicino il mondo della vela ho iniziato a fare regate in Italia e all’estero».

Giuseppe D’Angelo

Un percorso, quello intrapreso dal giovanissimo D’Angelo dopo appena una settimana trascorsa su questa terra, che l’ha poi portato a ricoprire ruoli di spicco non solo in mare aperto, ma anche dietro le scrivanie di alcune tra le associazioni del settore più importanti del territorio.

«Sono socio di tre circoli nautici – rivela – un po’ per passione e un po’ per dare concretamente una mano, dato che le difficoltà sono sempre dietro l’angolo. Tuttavia, nonostante i tanti impegni, non appena ho la possibilità esco sulla mia barca di proprietà in compagnia di qualche amico».

Tra le tante attività promosse dalla Lega Navale, a rubare l’occhio di noi amanti degli sport “di nicchia” sono state vela, kayak, canoa e canottaggio. Guai, però, a confondere le diverse discipline, che vantano con un certo orgoglio delle caratteristiche distintive ben precise.

«Sebbene la terminologia possa trarre in inganno – spiega il consigliere – canoa e canottaggio sono due sport diversi. Volendo semplificare un po’ le cose, per andare in canoa è necessaria una pagaia, mentre nel canottaggio, che prevede anche più atleti coinvolti, si utilizzano uno o più remi e un’imbarcazione di dimensioni maggiori».

Una volta fatta sgombrato il campo da eventuali fraintendimenti, cerchiamo di approfondire il discorso sulle attività promosse dalla Lega Navale. Non prima, però, di aver compreso al meglio lo spirito degli associati sambenedettesi, da sempre in prima linea in tema di salvaguardia dell’ambiente, ma anche di prevenzione e sicurezza in acqua.  

«Al di là dell’aspetto prettamente sportivo – sostiene Giuseppe – cerchiamo di trasmettere a giovani e meno giovani la passione per il mare. A dispetto di quanto si possa pensare, la parte più importante non è quella che riguarda l’aspetto agonistico, bensì l’attenzione riservata alla sicurezza e alla tutela dell’ecosistema marino, che, al pari della montagna, deve necessariamente essere rispettato. Ci sono tempi e modi giusti per approcciarsi al mare, così come esistono regole e accorgimenti ben precisi. Parliamo di sfumature che si apprendono con l’esperienza, come ad esempio riuscire a intuire con un certo anticipo la direzione del vento o se è in arrivo una tempesta».

«Il primo passo – continua – è quello di essere un buon marinaio. Solo allora si può pensare di diventare velisti o motoristi. Purtroppo, la storia è fatta anche di emergenze e per scongiurare ogni rischio bisogna procedere per gradi e con cautela. Inoltre, non bisogna sottovalutare l’aspetto atletico: ogni gara dura circa un’ora, con le alte temperature che, unite all’importante sforzo fisico, possono finire per giocare brutti scherzi se non si è adeguatamente preparati. Proprio per questo motivo, cerchiamo di farci trovare sempre pronti allenandoci anche al di fuori della stagione estiva. C’è sempre un mese di riposo a cavallo delle festività natalizie, ma si riparte subito dopo con qualche competizione dedicata ai cabinati, le imbarcazioni più grandi».

Quella della Lega Nautica di San Benedetto è una realtà sportiva che, sebbene forse poco nota ai non addetti ai lavori, può vantare diversi trofei prestigiosi nella propria bacheca.

«Nel corso della stagione – dichiara D’Angelo – i nostri ragazzi prendono parte a diverse gare di canoa, canottaggio e vela a livello nazionale e internazionale, conseguendo ottimi risultati come nel caso, tanto per citarne uno, della nostra campionessa europea Rebecca Orsetti. Tradizionalmente, ogni anno San Benedetto ospita due trofei challenger: il primo è dedicato a Jack La Bolina, pseudonimo di Augusto Vittorio Vecchi, fondatore della Lega Navale Italiana, mentre l’altro è riservato ai più giovani e porta il nome di Giovanni Latini. A causa dell’emergenza sanitaria, però, siamo ancora in attesa delle autorizzazioni per l’edizione di quest’anno».

Nonostante le doverose limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, la Lega Navale prosegue senza sosta nella programmazione dei corsi estivi dedicati a bambini e ragazzi, ma anche a dilettanti non più nel fiore degli anni.

«Per quanto riguarda la vela – spiega – stiamo portando avanti dei corsi che hanno fatto registrare un buon numero di adesioni. Com’era prevedibile, le norme anti-contagio hanno inevitabilmente condizionato anche le nostre attività. Non è più possibile pranzare tutti insieme, ma i ragazzi trovano comunque il modo per divertirsi e apprendere i concetti basilari delle nostre discipline: insegniamo loro ad armare e disarmare una barca, fornendo anche qualche indicazione utile sulla direzione dei venti e sui nodi, poi il tempo per un bel bagno si trova sempre».

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X