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Sicurezza delle strade,
i bikers scrivono a Fabiani:
«Troppi pericoli per chi pedala»

PICENO - L'iniziativa di sensibilizzazione parte dall'Avis Bikers dei Colli Ripani e coinvolge diverse realtà del territorio. Il documento inviato al presidente della Provincia: «Buche e scarsa manutenzione, chiediamo un intervento»

Le strade del Piceno sono pericolose per i ciclisti. A sostenerlo è l’associazione sportiva dilettantistica Avis Bikers dei Colli Ripani, che si è resa promotricedi una iniziativa che punta a sollecitare il presidente della Provincia Sergio Fabiani. Ad unirsi in questa battaglia, anche altre realtà del territorio come Ciclismo Ascoli Piceno e Fermo, Bicigustando, Biker in Libertà, Fuori di Sella, RivieraBike, Sbt Team e Carlitos Bike.

Un biker sulle colline picene

«Pedalando per le strade che collegano gli splendidi comuni del Piceno è ormai impossibile non trovarsi a dover schivare buche o fenditure del manto stradale, con la necessità di distanziarsi eccessivamente dal bordo stradale a causa dell’erba alta e dei rovi che infestano scarpate e banchina» si legge nella lettera inviata anche al vicepresidente della Regione Anna Casini, all’assessore regionale Angelo Sciapichetti, al consigliere Fabio Urbinati, i sindaci del territorio ed al responsabile provinciale di settore Antonio Colapinto.

«E’ inoltre tangibile la pericolosità rappresentata dai canali di scolo eccessivamente profondi e non raccordati con il piano stradale nonché dalle condizioni dei paracarri, in larga misura divelti o fuori posizione -è la prosecuzione-. Ad acuire le condizioni in essere del patrimonio stradale vi è inoltre lo stato dei cartelli di segnalazione, spesso inclinati, scoloriti o non manutenuti, molto impattanti per il decoro e l’immagine del nostro territorio, specie nei confronti dei turisti».

«Il nostro splendido territorio presenta tutte le caratteristiche che un ciclista desidera per praticare con soddisfazione il proprio sport -vanno avanti i bikers-. Strade panoramiche, splendidi borghi da scoprire, variazioni altimetriche adatte a tutti. È davvero “il paradiso del bike”, come recita lo spot con Vincenzo Nibali, è quindi ancora più deludente dover constatare che ad una così forte vocazione naturale e ad un investimento promozionale così ingente non corrisponda un’attenzione adeguata».
«Da cittadini, da utenti della strada e da amanti e promotori della nostra provincia chiediamo quindi di intervenire con risolutezza attuando in maniera solerte e determinante le misure necessarie al fine di dare la giusta e dovuta risposta a questa evidente problematica di sicurezza stradale -concludono-. La bicicletta è un mezzo meraviglioso, perfetto per esplorare anche gli angoli più nascosti del nostro territorio; senza inquinare e in perfetta sintonia con il nostro ambiente, permette di attraversare le nostre campagne e conoscere le eccellenze di un territorio che merita di essere scoperto e raccontato».

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