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L’orgoglio di Massimiliano Ossini
«Siamo le Marche,
non una Toscana nascosta»

ASCOLI - Il conduttore Rai, nato a Napoli ma ascolano d’adozione, è intervenuto ad uno dei convegni di "Officina Italia". Ha spiegato come rilanciare il turismo e far ripartire il territorio: «La nostra Regione ha ogni tipo di bellezza, il problema è che la gente non lo sa»

L’intervento in videochiamata di Massimiliano Ossini

 

di Andrea Pietrzela

Esperto conoscitore del territorio piceno e amante della montagna, è noto ai più soprattutto grazie alle sue gite ad alta quota per la trasmissione che conduce sui canali Rai “Linea Bianca”.

Stiamo parlando di Massimiliano Ossini, che mercoledì 15 luglio è stato uno degli ospiti di “Ricostruire il Piceno, riabitare l’Appenino”, panel organizzato da Officina Italia (leggi qui il programma) per discutere dei problemi che stanno vivendo le zone dell’entroterra, dalla lenta ripartenza post sisma fino al turismo frenato dalla pandemia. Ecco il suo intervento integrale.

LA RICOSTRUZIONE «Fa male vedere zone che non sono ancora ripartite dopo il terremoto – le prime parole di Ossini – in alcune aree sarà impossibile ricostruire il passato.

L’unica soluzione è dunque pensare a come disegnare un nuovo futuro, andando magari a guardare chi ha fatto meglio di noi.

Penso ad esempio alla Toscana, dove ci sono modelli di costruzioni sostenibili e a impatto zero sul territorio, da realizzare possibilmente attraverso un’economia circolare che colleghi tutti i professionisti della ricostruzione, dai fabbri agli architetti.

Un altro esempio: anche in Piemonte in passato si è verificato uno spopolamento delle aree montane, ma tramite il movimento innescato da poli universitari e di ricerca, in alcune zone alla fine sono riusciti addirittura a riaprire degli asili.

La speranza è che anche qui possa fare qualcosa nell’immediato, perché questi territori ne hanno profondamente bisogno».

Ossini durante un suo servizio in città

LE MARCHE«Io ho sposato un’ascolana e mi sono innamorato subito di questa zona – continua il conduttore televisivo – nelle Marche abbiamo ogni tipo di bellezza, per di più raggiungibile in pochissimo tempo.

Ho degli amici canadesi che hanno girato l’Italia e hanno definito le Marche “una Toscana nascosta”.

Ho detto loro che queste non sono una Toscana nascosta, sono le Marche.

Ma ho anche capito che per la nostra Regione serve anche tanto lavoro di comunicazione e promozione, perché manca l’informazione giusta sul territorio.

Io cerco sempre di portare iniziative ed idee. Ora ho scritto un nuovo programma che partirà dal mare ed arriverà fino al Vettore, attraversando tutta la vallata.

Secondo me dovremmo ripartire dalle tre “A”: agricoltura – colonna portante della sua Linea Verde – ambiente e arte, perché il nostro è un territorio molto ricco e il turismo si basa anche su questi elementi».

Ossini sulla copertina del suo libro pubblicato nel 2018

IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE«Sto realizzando dei mini-video per i Comuni di circa un minuto e mezzo, che filmo con il drone e in bici.

Oggi il miglior comunicatore è colui che vive il territorio e che divulga le bellezze tramite i social, che se sfruttati bene diventano un vero e proprio megafono informativo.

Chiunque dovrebbe essere testimone del proprio territorio. Prendete invece la recente informazione sulla coppia bengalese colpita dal Covid: conosco persone che non si sono fermate da noi per questo quando in realtà non c’era pericolo.

A livello di promozione del territorio è stato un autogol clamoroso che ci siamo fatti. Il turismo lavora anche tramite questi elementi».

BASTA CAMPANILISMO«Noi abbiamo tutto, dal mare alla montagna – ribadisce Ossini in conclusione del suo intervento – dovremmo soltanto unirci per il bene comune, ma qui vedo che si fa veramente poco perché il campanilismo è tanto.

Bisogna pensare in modo più ampio, identificarci come un unico territorio in grado di offrire cose che tanti altri non hanno e non come tanti piccoli Comuni diversi in competizione l’uno con l’altro».

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