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Sergio Cicconi e i “Diavoli della Tazmania”,
bowling ascolano tra strike e passione

ASCOLI - Parola al poliedrico rappresentante dell’associazione dilettantistica della “Space Station Venere” di Città delle Stelle. Le principali caratteristiche di uno sport troppo spesso vittima di banalizzazioni e fraintendimenti
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di Federico Ameli

La matematica, e in questo caso la statistica, non saranno mai il nostro mestiere, ma con una buona dose di certezza ci sentiamo di poter affermare che una buona percentuale di lettori avrà pur messo piede, anche solo una volta, in una sala bowling.

diavoli tazmania

I Diavoli della Tazmania

In occasione di una partita tra amici più o meno agguerriti, di una qualche festa di compleanno o anche soltanto per caso, magari vi sarà capitato di imbattervi proprio nella “Space Station Veneredi Città delle Stelle, centro bowling di riferimento dell’associazione sportiva dilettantistica “I diavoli della Tazmania”, che a colpi di strike tengono il buon nome della Space Station al riparo dalle magre figure collezionate su quello stesso parquet dai giocatori della domenica.

Questa settimana toccherà a Sergio Cicconi, rappresentante ed ex consigliere dell’associazione, nonché istruttore, tecnico oliatore, foratore e manutentore – il rischio di aver dimenticato qualcosa in questo caso è dietro l’angolo -, farci da Cicerone nel mondo del bowling sportivo. Come ci confermano anche diversi suoi colleghi, non potevamo chiedere di meglio.

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Sergio Cicconi

Per nostra fortuna, infatti, Sergio non si fa pregare e inizia subito a rovistare nei cassetti della memoria. «La nostra associazione nasce dalle ceneri della storica squadra di San Benedetto. Io ho sempre frequentato le sale bowling della zona e all’epoca lavoravo già qui a Città delle Stelle: dopo lo scioglimento della vecchia associazione, abbiamo deciso di fondarne una tutta nostra, che ad oggi conta 34 iscritti ed è la più numerosa delle Marche».

A dire il vero, dati alla mano, la concorrenza non sembra essere così spietata, almeno a livello numerico. Nella nostra regione, infatti, oltre ad Ascoli solo Fano e Ancona possono vantare una società sportiva di bowling in città. Una notizia che potrebbe sorprendere i non addetti ai lavori, ma che Sergio tiene comunque a contestualizzare. «Il regolamento impone che ogni squadra faccia riferimento a un centro bowling omologato e in grado di soddisfare degli standard ben precisi. In quest’ottica, le regole stabilite sono piuttosto rigide, proprio per cercare di garantire una certa uniformità tra le piste.

Per farti un esempio, ogni birillo necessita di una sua manutenzione, così come l’olio che viene cosparso sulla pista, che principalmente serve per proteggere il parquet ma contribuisce anche alla buona riuscita del tiro, deve essere applicato in un certo modo».

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Il Venere Space Center di Città delle Stelle

Bastano pochi minuti in compagnia di Sergio per capire che, al di là della componente puramente ludica e pur essendo un’attività di nicchia, il bowling rientra a buon diritto nel novero delle discipline sportive a tutti gli effetti. E proprio come ogni disciplina sportiva che si rispetti, ha le sue regole e il proprio equipaggiamento, a partire, ovviamente, dalla boccia. Pare infatti che giocatori di un certo livello non utilizzino gli stessi attrezzi dei comuni mortali.

«A differenza delle bocce generalmente utilizzate nelle sale bowling, i tesserati si servono di una palla a cui vengono applicati dei fori in base alla tipologia di gioco e di tiro del futuro proprietario. Si va dalle bocce da 80 euro, quelle che in gergo sono dette “da spare” – ovvero nate per abbattere i birilli superstiti del primo tiro – fino ad arrivare ad attrezzi del valore di 250 euro, a cui vanno poi aggiunte le spese per la foratura.

Il nostro è uno sport costoso: oltre alla boccia, bisogna pensare anche alle scarpe, agli eventuali tutori e all’affitto della pista per allenarsi, che anche se parliamo di una tariffa agevolata per i tesserati rappresenta comunque una spesa che la maggior parte degli sportivi non è tenuta a sostenere. Di certo non ci si improvvisa giocatori di bowling, anche se l’impressione potrebbe essere quella. Due anni fa, la Nazionale italiana si è aggiudicata i Mondiali, un successo che nasce dalla passione ma anche dall’impegno, e non certo dal caso».

È il caso di dirlo: fatta la dovuta eccezione per le partite tra amici, il bowling è una cosa seria. Tuttavia, con un certo orgoglio Cicconi ci rivela che, anche quando il gioco si fa duro, l’aspetto ludico non abbandona mai del tutto la pista. «A differenza di tanti altri sport, nel bowling la componente agonistica è presente, ma non finisce per essere esasperata. Anche ad alti livelli, il divertimento resta sempre alla base del gioco.

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Il motto della squadra

Probabilmente, il motivo di tutto ciò è da ricercare nel fatto che la vittoria arriva se hai giocato meglio del tuo avversario e non perché quest’ultimo ha giocato peggio di te. Il bowling è uno sport di aggregazione, dopo un buon tiro tutti i giocatori in gara si congratulano con te dandoti un cinque, cosa che altrove si vede molto di rado. L’obiettivo, infatti, non è mai quello di demolire psicologicamente gli altri, ma cercare di fare del tuo meglio puntando sulle qualità individuali».

Come già accennato, oltre ad essere un giocatore di vecchia data e a gestire la manutenzione della Space Station Venere, Sergio è anche un istruttore qualificato di bowling. A questo punto, la domanda sorge spontanea: come si allena un giocatore “professionista”? Prima di risponderci, però, Cicconi preferisce sgombrare il campo da eventuali fraintendimenti.

«Innanzitutto è necessario precisare una cosa: nel bowling, quantomeno qui in Italia, il professionismo non esiste. Per quanto riguarda l’aspetto economico, i top player del nostro sport, partecipando a delle competizioni a premi, possono aggiudicarsi una somma di denaro da reinvestire poi in altri tornei. Diciamo che il bowling può rappresentare un mezzo per arrotondare lo stipendio, ma è quasi impossibile vivere esclusivamente del nostro sport.

Detto questo, ad alti livelli ci si allena per far fronte a ogni possibile situazione di gioco. Ad esempio, c’è chi passa ore e ore a mirare esclusivamente a un birillo per prepararsi al meglio a quel tipo di eventualità. Ci sono anche alcuni esercizi fisici mirati al rafforzamento dei tendini e al rilassamento dei muscoli, aspetti che in gara risultano fondamentali. Inoltre, non bisogna dimenticare l’aspetto mentale: la nostra, dopo il golf, è l’attività sportiva che richiede più concentrazione in assoluto».

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Gina Abascal, medaglia di bronzo nel Singolo Quarta categoria ai Campionati italiani 2019

Come in tutti gli sport, anche nel bowling la crescita del movimento a livello giovanile riveste un ruolo fondamentale nell’economia della disciplina. In questo senso, “I diavoli della Tazmania” non hanno fatto certo mancare il loro apporto nella formazione delle nuove generazioni. «Qualche anno fa abbiamo realizzato un progetto con le scuole del territorio, a cui hanno aderito alcune classi di quarto e quinto superiore.

Dopo alcune lezioni – sia teoriche che pratiche – abbiamo selezionato quattro ragazzi per disputare un torneo regionale in cui siamo riusciti a toglierci parecchie soddisfazioni, battendo anche un centro di grande tradizione come quello di Fano e qualificandoci alla fase nazionale».

Dallo sguardo e dalle parole di Sergio è impossibile non cogliere l’enorme passione che anima lui e gli altri componenti dell’associazione, chiamati il più delle volte a degli importanti sacrifici pur di praticare l’attività che amano. Eppure, sin dall’inizio della nostra chiacchierata, un dubbio, in qualche modo legato anche all’esperienza personale, continua a tormentarci senza che Cicconi riesca in alcun modo a togliercelo dalla testa.

Ne parlavamo anche in apertura: sarà capitato un po’ a tutti di mettere piede in una sala bowling, e di conseguenza di assistere a un improbabile strike o a punteggi stratosferici fatti registrare da giocatori privi di qualsivoglia conoscenza del gioco. Stando così le cose, cosa distingue realmente il giocatore di alto livello da un esordiente con una buona dose di fortuna? Dall’alto della sua grande esperienza, Sergio non si scompone.

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La nutrita bacheca dei Diavoli della Tazmania

«Nel mondo, il par – ossia il punteggio medio – equivale a circa 200 punti, mentre in Italia scende fino ad arrivare a quota 120-130. Chiunque può incappare in una serata storta o disputare la partita della vita, ma la differenza la fa la costanza: solo sul lungo periodo è possibile portare avanti valutazioni di questo genere. D’altro canto, sarebbe come se una persona estranea al mondo del calcio riuscisse a realizzare un calcio di rigore, specialità in cui talvolta falliscono anche calciatori professionisti».

Pur non essendo esattamente in odore di convocazione nella Nazionale di bowling, siamo piuttosto convinti del fatto che “I diavoli della Tazmania” possano dormire sonni tranquilli: con l’entusiasmo e la disponibilità di persone come Sergio forse in qualche occasione il calcio di rigore potrà anche finire in tribuna, ma in fondo non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore di bowling. Per quel che può valere, anche De Gregori sarebbe d’accordo.


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