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Giostrai, vita dura in epoca Covid:
«Meno 50%, ma non molliamo
A San Marco rispettate tutte le regole»

ASCOLI - Le polemiche sulla collocazione delle giostre sul pianoro. Parla Maria Rita Cola, uno dei gestori delle attrazioni: «Siamo qui dal 2005 ed abbiamo sempre lavorato onestamente. Amiamo questi luoghi, spesso contribuiamo a mantenere decoro e pulizia»

di Luca Capponi

«E’ dal 2005 con che la nostra licenza veniamo a San Marco, lavorando sempre in maniera onesta e con tutti i permessi richiesti. Spesso ci facciamo in quattro anche per mantenere pulizia e decoro, senza dare fastidio con volumi alti o strutture impattanti. Quest’anno ci troviamo a combattere anche contro il Covid, con l’affluenza diminuita del 50%, ma ci siamo comunque. E ci teniamo a ribadire che non abbiamo mai creato problemi».

Alcune delle giostre presenti sul pianoro

Dopo le polemiche, arriva la precisazione. A parlare è Maria Rita Cola, di Maltignano, che  da anni gestisce alcune delle giostre (due a catene, un tirassegno, i tappeti e lo scivolo) presenti sul pianoro di Colle San Marco. Poco gradite da alcuni per via della collocazione in mezzo a verde e natura, bene accette da chi le considera un mezzo per portare gente in una zona che da tanti anni è in cerca di rilancio.

«Abbiamo ripreso l’attività dal 1 luglio e potremo lavorare fino al 30 agosto, dopodichè non sappiamo molto sul nostro futuro -aggiunge la Cola-. Il settore degli “spettacoli viaggianti” è in forte difficoltà come altri, per questo abbiamo scelto di tornare a San Marco anche se in un momento diverso rispetto al passato, quando arrivavamo nel periodo tra il 25 aprile e 1 maggio. Qui c’è più tranquillità e possibilità di rispettare i parametri dovuti al virus. Il Comune ci è venuto incontro pur di farci lavorare, cosa che da quello che so non è avvenuta in altri posti. C’è meno gente rispetto agli anni scorsi e dobbiamo tenere le distanze nella fruizione dei giochi; avevamo fatto anche degli investimenti per migliorare il servizio poi è arrivata la crisi sanitaria, ma non molliamo».

«Per tutti questi motivi -conclude- siamo rammaricati quando viene fatta di tutta l’erba un fascio e si generalizza. Amiamo questa zone che pure di problemi ne hanno, ma operiamo con rispetto e passione. Vogliamo far capire alle persone che se c’è qualcuno che non lo fa, quelli non siamo sicuramente noi».

Colle San Marco tra vandali e abbandono Cosa ci fanno le giostre sul pianoro?

 


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