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Sanitas, nasce la prima Rsa
privata ascolana: c’è anche il camper
per le visite a domicilio

ASCOLI - Doppia inaugurazione a Campolungo: 40 posti di "residenza protetta" e 4 di "sanitaria assistita". Il fulcro del progetto "Assistenza 4.0": un ambulatorio mobile con sistemi di diagnostica di laboratorio. Al taglio del nastro anche il governatore delle Marche Ceriscioli e il sindaco Fioravanti

di Stefania Mistichelli

Doppia inaugurazione stamattina, mercoledì 29 luglio, ad Ascoli presso la struttura Sanitas, in località Campolungo, dove alla presenza dei vertici regionali e dei sindaci del territorio è stato inaugurato il  terzo piano della struttura per anziani che conta quaranta posti di “residenza protetta” e, finora, quattro posti di “residenza sanitaria assistita” ed è partito, dal punto di vista operativo, il progetto “Assistenza 4.0”, finalizzato alla prevenzione e cura della popolazione anziana a domicilio.

Da un lato dunque la nascita della prima RSA privata nel Comune di Ascoli, che va ad aumentare la conta dei posti letto in forza alla Regione Marche. Dall’altro la partenza di un progetto che, nato all’indomani del sisma per portare la sanità su un territorio devastato, oggi assume un’importanza strategica alla luce dell’emergenza sanitaria nazionale e mondiale.

Sanitas è una struttura destinata ad accogliere persone non autosufficienti, che non possono essere assistite in casa e che necessitano di specifiche cure mediche e di un’articolata assistenza sanitaria. Accreditata dalla Regione Marche nell’aprile 2019 al massimo livello della qualità e, in attesa di convenzionamento per altri 16 posti, è oggi in grado di accogliere privati a tempo determinato e indeterminato.

«La struttura – spiega Domenico Panichi, presidente del Consorzio “Il Picchio” – ha un modello di organizzazione gestionale particolare, perché oltre alla direzione affidata al dottor Duilio Ortenzi, lo staff che dirige operativamente la struttura è composta da tre donne, la dottoressa Paola Sollini, responsabile, la coordinatrice infermieristica Stefania Melise e la dottoressa Stefania Cappelletti, esperta di counseling e responsabile dell’animazione rivolta agli utenti e alle famiglie. Infatti, siamo convinti che sia indispensabile prendersi carico anche degli aspetti relazionali e che sia fondamentle far sì che si mantenga un rapporto profondo con le famiglie di origine».

Assistenza 4.0 è un progetto finanziato dalla Regione Marche con Bando Por FESR2014/20 – sostegno allo sviluppo e alla valorizzazione delle imprese sociali nelle aree colpite dal terremoto. In particolare, le cooperative Stella Polare, Togheter We Care e Il Melograno, aderenti al Consorzio Il Picchio e promotrici del progetto, hanno presentato stamattina l’Unità Mobile Sanitaria (ambulatorio mobile con sistemi di diagnostica di laboratorio) fulcro del progetto.

«Primo obiettivo di Assistenza 4.0 è agevolare i percorsi di prevenzione e cura integrati tra ospedali e territorio – continua Domenico Panichi – con l’ausilio di mezzi dotati di strumenti di diagnostica base messi in rete con la teleassistenza, centralizzati ad una piattaforma market place con e-doctor. In particolare, con il “casmper sanitario” gli operatori (personale altamente specializzato OSS e infermieri) si recheranno a domicilio per svolgere attività base di prevenzione e cura agli anziani residenti nella zona del cratere e presso le PMI del territorio per le visite aziendali legate al sistema della sicurezza sul lavoro».

Praticamente, come spiegato dal dottor Ettore Pala (già primario del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale “Murri” di Fermo) e il dottor Rinaldo De Angelis (tecnico specializzato in Diagnostica),  il camper mobile offrirà servizi di diagnostica di base (prelievi, elettrocardiogrammi, holter ecg e pressorio, spirometria, ecografie…), prestazioni infermieristiche come misurazione parametri vitali, stick glicemici, medicazioni, bendaggi semplici, rimozione punti di sutura, gestione drenaggi, cateteri vescicali e stomie, sondini naso-gastrici, infusioni endovenose, terapia iniettiva intramuscolare e sottocutanea oltre che naturalmente la ri-consegna dei risultati. Il servizio, offerto con personale sanitario infermieristico e specialistico, sarà importante per garantire la continuità assistenziale in collaborazione con i medici di medicina generale, oltre che in un’ottica di prevenzione.

«Nella regione Marche nell’ultimo anno – ha affermato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – i posti letto sul territorio (sui quali non abbiamo vincoli) sono cresciuti di millesettecento unità. C’è stata infatti una grande attenzionle nei confronti di chi ha investito in questo senso. La qualità del lavoro sul territorio si evince anche da questa struttura, dove non si sono registrati contagi. Da qui all’importanza di essere presenti sul territorio il passo è breve. La regione è cresciuta anche come assistenza domiciliare e non può crescere, grazie alla tecnologia affiancata ad un’alta professionalità. Progetti come Assistenza 4.0 vanno in questa direzione».

«Grazie alla regione perché in una fase epocale come quella del Covid la collaborazione tra gli enti è stata la chiave per uscirne bene – afferma il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti – il modello sviluppato qui a Sanitas è il modello vincente; l’ho conosciuta durante il lockdown e sono testimone del fatto che tutti hanno lavorato in maniera eccellente, mantenendo un atteggiamento prudente anche fuori dall’ambito lavorativo. Avere la prima RSA ad Ascoli è importante, ma avere la prima RSA ad Ascoli con persone che  fanno del loro lavoro una missione e con uno spirito di cooperazione e di impresa sociale lo è ancora di più. Spero che si possa arrivare al convenzionamento degli altri posti perché sarebbe una vittoria della regione tutta. Infine, credo che la sfida futura sia quella della salvaguardia delle aree interne, abbracciare le aree montane e fare un progetto integrato. Questa unità mobile che oggi viene presentata è fondamentale per mantenere i presidi anche nelle aree interne».

Una sollecitazione accolta con favore da Giuseppe Amici, sindaco di Palmiano e referente per le aree interne, oltre che presidente dell’unione montana Tronto e Valfluvione. «Tutti i progetti di “telemedicina” contribuiscono in modo positivo a raggiungere le popolazioni che vivono nei luoghi più periferici rispetto agli ospedali – afferma – e in questa direzione dobbiamo investire. Fondamentale in questo è la collaborazione dei medici di base».

«Grazie anche ad un progetto che stiamo portando avanti grazie ai fondi regionali stiamo anche noi facendo qualcosa in questa direzione – afferma Augusto Curti sindaco di Force – quindi non possiamo che apprezzare questa iniziativa che vuole dare una risposta sanitaria sul territorio».

 

 

 

 

 


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