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Ascoli, Dionigi: «Premiati
dalla giustizia del calcio»
I tifosi del Picchio contestano il Benevento

SERIE B - Un gruppo senza... bussola, in un mese s’è tirato fuori dai playout. Inviolati i record dell’Ascoli di Renna (1977-1978). L'allenatore: «Stasera siamo stati dei polli, non era successo mai. Il mio futuro? Ho un contratto che prevede il rinnovo in caso di salvezza, ma non abbiamo pensato a niente»

Dionigi (Foto Ascoli Calcio)

di Claudio Romanucci

La paura in campo, la tensione al triplice fischio contro un Benevento ancora in festa e affamato, la salvezza servita dalle sconfitte di Perugia e Pescara a Venezia e a Verona.

Un finale inimmaginabile, con i tifosi che a centinaia si ritrovano fuori dallo stadio per salutare la squadra e contestare duramente il Benevento con cori non proprio benauguranti per il prossimo campionato di A.

Alla fine mister Dionigi chiama tutti i suoi, parla a quell’Ascoli che avrebbe voluto diverso stasera ma che comunque con convinzione si sente di abbracciare. E’ comunque lui il volto vincente in un’annata dalle mille sfaccettature per l’Ascoli. Partita col vento in poppa, con l’aria della vetta assaporata per un paio di giornate, dopo la crisi di Zanetti e il loockdown poteva prendere una brutta piega. Il riassetto che ha per forza di cose dovuto attuare sui bianconeri è suo merito esclusivo, del ds Bifulco e del suo staff.

I 27 punti dell’andata di Zanetti si sommano ai salvifici 19 del ritorno, ben 14 dei quali fatti nel mese finale dal nuovo, breve corso.

Al “salvabile” che è stato salvato s’aggiunge, per gli amanti delle statistiche, la difesa dei record dell’Ascoli di Renna nel campionato tradizionale a 20 squadre: il massimo punteggio in classifica (61 punti) tradotti in 87 con l’attribuzione di 3 punti a vittoria, il maggior vantaggio sulla seconda classificata (17 punti), il maggior numero di vittorie complessive (26, eguagliato dal Benevento) e la miglior differenza reti (+43). I giallorossi di Inzaghi hanno chiuso la stagione con 86 punti: 26 vittorie, 8 pari e 4 sconfitte, 3 delle quali rimediate nell’ultimo mese.

«Ho scelto il 3-5-2 perché avevo visto il Benevento nelle ultime gare e mi era sembrato non pimpante – ha detto stanco a fine gara Dionigi – . Questa cosa ci ha tratto in inganno, non me l’aspettavo così con noi in grande spolvero. Siamo stati tanto ingenui però abbiamo avuto la fortuna di essere premiati nonostante una prestazione che non ci appartiene. Forse i ragazzi sono arrivati un po’ scarichi ed hanno preso sotto gamba la partita. Nella pochezza abbiamo avuto dignità e rispetto. Ci ha premiato la giustizia del calcio, è un qualcosa che si protrarrà nel tempo. Abbiamo fatto 14 punti in 9 gare. Stasera sono orgoglioso di aver allenato questi ragazzi, mi hanno dato tanto, ho conosciuto una proprietà seria. Questa salvezza verrà ricordata per tanti motivi. I tifosi ci sono stati sempre vicino, questo risultato va a loro. Quando sono arrivato con tanta carica, il ds è stato una garanzia per me. Nella mia esperienza ho messo tutto me stesso, quando si crea questi gruppi si crea un contorno sano. Non avevamo mai sbagliato l’approccio mentale, forse pensavano di trovare un Benevento più scarico, una lezione per il futuro. Alla fine era tardi per recuperare. Il mio futuro? Ho un contratto che prevede il rinnovo in caso di salvezza ma non abbiamo pensato a niente. Avremo il tempo di parlare e vedere, questa panchina è una serie A».


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