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Diffamò il capogruppo Ameli (Pd):
il giudice lo manda a fare volontariato

ASCOLI - I fatti risalgono al 2018 per un commento ingiurioso su un post di Facebook. L'esponente dem: "Il confronto è sempre ben accetto se costruttivo e rispettoso, quando diventa un’ingiuria è lecito comportarsi di conseguenza proprio per tutelare le forme più corrette di dialogo, soprattutto ora che la campagna elettorale infiammerà gli animi dei più".

Da un post ritenuto diffamatorio su Facebook al volontariato in un’associazione ascolana passando per le aule del Tribunale. E’ quello che è accaduto ad un ascolano reo di aver commentato in modo piuttosto “pepato” un video del capogruppo comunale del Pd, Francesco Ameli, risalente al 2018.

Francesco Ameli

Il giudice del Tribunale di Ascoli, Annalisa Giusti, a seguito alla richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova proposta dall’indagato, ha deciso che l’autore del post dovrà ora eseguire lavori di pubblica utilità, risarcire Ameli del danno morale oltre a fornire scuse pubbliche sempre a mezzo Facebook. Il procedimento è stato poi aggiornato al prossimo anno quando dovrebbe concludersi definitivamente.

«Sono soddisfatto del risultato -commenta Ameli che è stato assistito dall’avvocato Cristina Capriottiperché purtroppo i social sono dei contenitori senza regole ed è bene capire che non è possibile dare voce ad ogni pensiero che baleni nella testa in particolare se offensivo della dignità e del lavoro altrui. Il confronto è sempre ben accetto se costruttivo e rispettoso, quando diventa un’ingiuria è lecito comportarsi di conseguenza proprio per tutelare le forme più corrette di dialogo, soprattutto ora che la campagna elettorale infiammerà gli animi dei più. Io continuerò ad impegnarmi con passione come ho sempre fatto ma conscio che la mia moralità e la mia dignità non possono essere messe in discussione da nessuno».

rp


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