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“Bonus Sud”, Lega all’attacco:
«Umbria sì e Marche no, perchè?»

NEL DECRETO RILANCIO 2 c'è la misura speciale che prevede sostegno economico alle aziende. Latini e Antonini: «Ci meraviglia ancora una volta la mancata considerazione della nostra terra, in particolare delle zone colpite dal terremoto del 2016, già abbandonate dalla vergognosa "non ricostruzione"»
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«Siamo contenti per i cugini umbri. Ma è mai possibile che questa nostra benedetta terra terremotata non se la fili mai nessuno?».

Giorgia Latini

A parlare sono gli esponenti piceni della Lega Andrea Antonini, commissario provinciale, e Giorgia Latini, deputata. Commentano così la notizia che nel Decreto Rilancio 2 (ex Decreto Agosto) è stata inserita, tra le regioni beneficiarie del Bonus Sud, anche l’Umbria, con l’esclusione però delle Marche.

Il “Bonus Sud” prevede misure di sostegno economico alle aziende pari al 30% della contribuzione complessiva dei lavoratori, sia neoassunti che già in forza, per il periodo dal 1 ottobre al 31 dicembre.

«Le regioni beneficiarie perché considerate svantaggiate sono Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania Puglia, Molise, Basilicata, Abruzzo e, dopo la relazione tecnica al provvedimento pubblicata nelle ultime ore, appunto l’Umbria -spiega la Latini-. Detto che stupisce come, a differenza delle Marche, i nostri amici umbri rientrino in un pacchetto di misure destinate al Meridione ciò che meraviglia è ancora una volta la mancata considerazione della nostra terra, in particolare delle zone colpite dal terremoto del 2016, già abbandonate dalla vergognosa “non ricostruzione”».

Andrea Antonini

«Sappiamo che la norma individua le regioni in base a dei parametri precisi che dimostrano lo stato di difficoltà economica, come il Pil pro capite e il tasso di occupazione, ma è mai possibile che per un motivo o per l’altro questa nostra terra non se la fili mai nessuno? -sono le parole di Antonini- Eppure il sisma ha aggravato la crisi di una zona già in depressione, senza dimenticare il Covid. Cosa serve per dimostrare che siamo un territorio bisognoso d’attenzione?».

«Non siamo invidiosi, anzi siamo contenti per i cugini umbri -vanno avanti i due esponenti del Carroccio-. Ma quanto avrebbero fatto comodo sgravi così importanti per passati e futuri insediamenti produttivinella nostra provincia? Dopo il danno del mancato beneficio ecco la beffa: se questo è il criterio per individuare le regioni in crisi, quante aziende locali, soprattutto del Piceno, trasferiranno la propria sede fuori confine per ottenere gli sgravi?. Ovviamente dalla Regione tutto tace ancora una volta. Eppure ci sono anche loro».


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