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Sergio Piermanni,
il carabiniere eroe:
il ricordo in un dipinto di Fazzini

ASCOLI - L'artista ha donato alla caserma una tela che raffigura il maresciallo scomparso nel 1977 in un conflitto a fuoco. Presente alla consegna anche il comandante Niglio e la vedova Giovanna

In ricordo di un ascolano. Sergio Piermanni, l’eroe di Civitanova. Fu lì che, nel 1977, il maresciallo capo dei Carabinieri diede prova di grande coraggio. Rientrò in servizio per dare la caccia a un gruppo di malviventi, e perse le vita.

A tenere viva la sua figura, da oggi, anche un ritratto di Dante Fazzini. L’artusta, infatti, ha donato alla caserma dei Carabinieri di Ascoli, initilata proprio a Piermanni, un dipinto su tela che lo raffigura.

Il comandante Niglio, Fazzini e la vedova Piermanni

Nell’occasione, oltre al comandante provinciale Ciro Niglio, era presente la signora Giovanna Piermanni, vedova di Sergio, alla quale il maestro Fazzini ha donato un bozzetto della sua opera.

Il pregevole dipinto, che sarà collocato all’ingresso della caserma, raffigura il militare in uniforme e sullo sfondo la città di Ascoli che 80 anni fa gli diede i natali. «L’opera vuole celebrare un eroe dell’Arma e un cittadino della mia stessa terra, il Piceno, ragione per cui l’impegno artistico è stato ancora più pregnante e sentito» spiega Fazzini.

Un modo dunque per ricordare quotidianamente un sacrificio dall’altissimo valore simbolico. Ancora oggi Piermanni è un esempio per tutti i carabinieri, ma è anche un ascolano illustre.

Nato il 29 febbraio 1940, decorato Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”, all’epoca dei fatti Piermanni era comandante del nucleo radiomobile di Civitanova. Sebbene in licenza, venuto a sapere dell’assassinio dell’appuntato Alfredo Beni e del ferimento di altri carabinieri nel corso di conflitto a fuoco con malviventi avvenuto a Porto San Giorgio, aveva ottenuto il permesso di rientrare in servizio per concorrere alle operazioni per la cattura dei criminali in fuga.

Nel corso dell’identificazione di tre persone sospette – riconosciute, successivamente, nei malviventi ricercati – fu ferito da numerosi colpi di pistola, sparati da breve distanza. Benché colpito in maniera gravissima, reagì ferendo uno degli aggressori, prima di immolare la sua giovane esistenza.


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