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Parlare di mafia per promuovere una cultura della legalità

ASCOLI - "Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie" lavora con le scuole e con le realtà del territorio. Maria Chiara Di Vita: «Le mafie approfittano dei momenti di debolezza, teniamo alta la guarda in questo periodo di crisi»

di Stefania Mistichelli

Ad Ascoli “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” nasce nel 2008, dopo un percorso di formazione durato due anni intrapreso da un nucleo di giovani, che è poi diventato il primo coordinamento provinciale dell’associazione.

«Formalmente il coordinamento provinciale viene ufficializzato e presentato alla cittadinanza nel 2008. Libera – spiega Maria Chiara Di Vita, componente del coordinamento, già referente provinciale (sta per aprirsi la fase congressuale per il rinnovo delle cariche) – è un’associazione di antimafia sociale. La sua finalità è, come diceva Paolo Borsellino, parlare di mafia a tutti perché si crei una cultura della legalità. Per perseguire questo obiettivo, lavoriamo principalmente con le scuole, organizzando incontri o veri e propri percorsi formativi, e con le altre associazioni del territorio. Per fare qualche esempio, con la scuola di Borgo Chiaro abbiamo fatto un percorso insieme agli insegnanti e alla dirigente fino all’intitolazione a Falcone e Borsellino».

Tra le realtà del territorio con le quali il coordinamento ascolano di Libera ha collaborato, sicuramente da citare il Cinecircolo “Don Mauro – Nel corso del tempo” e la parrocchia dei Santi Simone e Giuda a Monticelli.

«Abbiamo organizzato diversi incontri a tema con cena e film, tra questi due di una certa importanza – continua Chiara Di Vita – il primo nel 2010 con don Luigi Ciotti e il secondo, nel 2012 con Giancarlo Caselli, a chiusura di un percorso durato tutto l’anno che si è tenuto presso il Centro giovanile “L’Impronta” sulla storia della mafia».

Ricordare i nomi delle vittime innocenti della mafia è una delle principali finalità dell’associazione, che ogni 21 marzo celebra la giornata della memoria e dell’impegno.

«Nel 2017 a livello regionale – racconta la Di Vita – si è tenuta a Grottammare, dove si era appena concluso l’iter di confisca di un bene. La confisca di un bene dalla mafia è sempre un evento da sottolineare, perché è la testimonianza concreta della presenza mafiosa in un territorio che penseremmo del tutto libero da certe problematiche; ci fa capire, quindi, che nessun territorio ne è immune».

La mafia, infatti, approfitta dei momenti di crisi e di debolezza per infiltrarsi nel tessuto sociale e politico delle comunità. «Stiamo vivendo un periodo pericoloso da questo punto di vista – mette in guardia – perché è nelle povertà che le mafie trovano terreno fertile per agire. Dobbiamo tenere alta la guardia e segnalare fenomeni sospetti di corruzione o di comportamenti mafiosi. Proprio per facilitare la popolazione ad effettuare questo tipo di segnalazioni nasce Linea Libera, il numero verde gratuito 800 582 727 dedicato a chi assiste ad episodi “opachi”, condotte corruttive o di stampo mafioso e intenda segnalarli o denunciarli, ma anche a chi viva nella propria vita gli effetti di comportamenti illegali come estorsione e usura».

Anche per Libera il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria nazionale ha significato una brusca interruzioni di diverse attività. Tra queste, la principale è stata il corso di formazione per insegnanti riconosciuto dal Miur organizzato insieme alla libreria Rinascita di Ascoli e che, iniziato il 6 novembre, si sarebbe dovuto concludere a maggio.

«Il corso era incentrato sull’antimafia e la corruzione e su come insegnare questi temi agli alunni – spiega ancora – eravamo partiti bene, con gli insegnanti entusiasti, invece purtoppo l’abbiamo dovuto sospendere a febbraio e non c’è stata neanche la possibilità di proseguirlo utilizzando le piattaforme online, visto che già gli insegnanti erano abbastanza oberati con le lezioni in video da svolgere con i propri alunni. Ci è dispiaciuto molto perché si tratta di un progetto sul quale abbiamo lavorato tanto, speriamo di riprendere con le lezioni prima possibile».

Il Covid19, però, pur avendo bloccato tutte le manifestazioni in presenza, non ha interrotto le attività del coordinamento regionale.

«In primo luogo abbiamo cercato di tenere viva la pagina facebook pubblicando articoli – racconta – ma non ci siamo fermati qui. Insieme al procuratore Sergio Sottani, abbiamo organizzato un corso di formazione online, tramite Jitsi Meet, rivolto a noi di Libera Marche. Il nostro intento era capire lo stato di salute delle Marche e cosa stava cambiando rispetto al pre-coronavirus. Tra i relatori abbiamo avuto, oltre allo stesso Sottani, Massimo Brunetti, membro del gruppo di coordinamento di “Illuminiamo la salute”, un progetto di prevenzione di episodi corruttivi in ambito sanitario, e Davide Mattiello, ex membro dell’ufficio di Presidenza di Libera, che ci ha parlato del rapporto tra mafie e Covid».

Libera ha poi trovato il modo di celebrare anche la giornata delle memoria e dell’impegno.

«Si sarebbe tenuta a Palermo. Non potendo ovviamente organizzare eventi o manifestazioni – racconta Maria Chiara Di Vita – abbiamo raccolto la sollecitazione del nazionale di scegliere un nome dall’elenco delle vittime innocenti delle mafie, scriverlo su un foglio, farci una foto e pubblicarla sul profilo su facebook. Proprio perché l’obiettivo principale è che i nomi non vadano dimenticati».

In questi giorni sta iniziando la fase congressuale dell’associazione, al termine della quale sarà nominato il nuovo referente provinciale.

«Il coordinamento – conclude – è oggi composto da una decina di persone ed è aperto a tutti coloro che vogliano impegnarsi seriamente nella diffusione di una cultura della legalità. Altro modo per sostenere l’associazione e di affermare di condividerne i valori è quello di aderire a Libera: ad oggi sul territorio provinciale sono circa ottanta i tesserati. Le persone interessate possono contattarci sulla nostra pagina facebook Libera Ascoli Piceno».

 

 

 

 


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