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Furto a casa del parroco,
il giudice lo scarcera

ASCOLI - Il 50enne sambenedettese autore del raid ladresco a danno del parroco di Ragnola dovrà recarsi ogni giorno a firmare alla caserma dei carabinieri. Il 26 ottobre si terrà il processo per direttissima

Il Tribunale di Ascoli (Foto Vagnoni)

Obbligo di firma quotidiano presso la caserma dei Carabinieri di San Benedetto e rinvio al 26 ottobre per il processo per direttissima. E’ quello che ha deciso questa mattina il giudice Matteo Di Battista nei confronti del 50enne sambenedettese protagonista, domenica sera, del furto a danno del parroco della chiesa “Sacra Famiglia” del quartiere Ragnola di San Benedetto.

La chiesa della Sacra Famiglia

Il magistrato ha convalidato l’arresto fatto dai Carabinieri attenuando la misura cautelare.

L’uomo, senza fissa dimora, assistito dall’avvocato Stefania Pelliccioni, aveva anche sottratto l’auto del sacerdote recandosi anche al centro commerciale “Porto Grande” per acquistare un cellulare con tanto di abbonamento telefonico. Tutto sarebbe nato da uno stato iniziale di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcolici sottratti sempre durante il furto. Proprio a causa dei fumi dell’alcol, il ladro si era poi sentito male all’interno del centro commerciale finendo poi in manette.

Tuttavia resta in piedi l’accusa di furto aggravato di cui dovrà rispondere nell’udienza in programma ad ottobre. La refurtiva (auto compresa) è stata poi riconsegnata al sacerdote.

rp


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