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Sanità, l’affondo di Mangialardi:
«Fermiamo l’arrivo dei longobardi»

ASCOLI - Il candidato presidente del centro sinistra è intervenuto durante la presentazione della lista "Il Centro". Anche Cinzia Peroni accusa: "Con la destra al governo delle Marche ci saranno amministratori provenienti dal Nord Italia come è avvenuto in Sicilia e Umbria"
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di Renato Pierantozzi

Il candidato presidente del centrosinistra Maurizio Mangialardi torna nel Piceno (tra visite in aziende come Fainplast e presentazione delle liste che lo sostengono) e lancia bordate al centrodestra sul tema caldo della sanità. Segno evidente che la campagna elettorale è ormai nella fase top e senza esclusione di colpi. «Non lasciamo che i longobardi conquistino le Marche e le scardinino -tuona Mangialardi “stuzzicato” dai cronisti- lasciandogli privatizzare la sanità come hanno fatto al nord dove non  hanno la sanità territoriale e per questo il virus ha infestato la nazione. Io invece voglio i soldi del Mes e nuovi ospedali pieni di tecnologia e reti. Per questo con i governatori Bonaccini e Zingaretti ho fatto un patto per cambiare i limiti della legge Balduzzi. Nessuno si permetta di parlare male della sanità marchigiana».

Prima di lui ci avevano pensato i candidati piceni della lista “Le nostre Marche e Il Centro con Mangialardi” a lanciare i primi “missili”.

Cinzia Peroni

«Con la destra al governo -tuona Cinzia Peroni di Castel di Lama in corsa nel collegio ascolano- saremo governati da chi proviene da altre regioni come sta avvenendo in Sicilia e Umbria visto che i posti più importanti sono stati dati a chi proveniva dal nord. Questa cosa non mi appartiene visto che noi marchigiani abbiamo le capacità per amministrarci».

Oltre alla Peroni, già vice sindaco lamense e vice presidente del Consiglio provinciale (2009-2014) in lizza ci sono l’ex consigliere regionale e medico molto noto Valeriano Camela e le new entry Maria Luisa Vitali di Montalto Marche e l’ingegnere Domenico Novelli di Grottammare.

Sono stati presentati dal consigliere provinciale Daniele Tonelli di Folignano.

A livello regionale la lista è stata animata dall’assessore uscente al lavoro, Loretta Bravi, non seguendo l’Udc che si è schierata con Acquaroli dopo il mandato governo con il centrosinistra.

«Cinque anni di lavoro durissimo -dice Bravi- dove la disoccupazione è diminuita. Il nostro è un progetto per fare la differenza e non per rifare la Dc o essere un “cespuglio” visto che facciamo parte di una rete che parte dalla Brianza. In questi cinque anni la disoccupazione è calata e abbiamo fatto opere e non testimonianze. Se poi Salvini dice che la Regione vuole chiudere il liceo di Montalto è un “ignorante” perché non è vero»

«Il lavoro è la mia priorità assoluta -aggiunge Valeriano Camela, già consigliere regionale dal 2010 al 2015- come l’azienda ospedaliera che ho proposto sin dal 2010. Penso anche ad una maggiore diffusione e conoscenza dei bandi con i fondi europei che oggi molte imprese nemmeno conoscono».

Marche smart, sblocco delle pratiche di ricostruzione post sisma e delle grandi opere infrastrutturali come la ferrovia Ascoli-Roma. Sono queste le priorità di Cinzia Peroni. «Sogno una regione connessa e la più smart d’Italia», dice senza dimenticare nemmeno l’accesso delle donne alla politica visto che nel 2009 si ritrovò unica donna eletta in Consiglio provinciale.

Per Maria Luisa Vitali è l’esordio nell’agone politico. «Voglio affrontare questa sfida -dice- con onestà e all’insegna del buon senso sui grandi temi come la sanità, le infrastrutture e il lavoro dove la politica gioca un ruolo fondamentale».

Il sociale è tra priorità dell’ingegnere Domenico Novelli. «Le istituzioni insieme a realtà come la Caritas e il terzo settore -dice- possono garantire la tenuta sociale creando una vera rete di sussidiarietà».


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