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“Sentiero Italia”, il Cai fa tappa
nelle antiche vie mulattiere
dell’Acquasantano

L’ESCURSIONE del CAI più lunga del mondo toccherà la Macera della Morte per concludersi a San Martino nella giornata di domenica 6 settembre. Le opportunità di sviluppo del territorio all’insegna di un turismo sostenibile affrontati in una conferenza nel pomeriggio.
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di Walter Luzi

Ci sarà anche la banda musicale Città di Acquasanta Terme ad aspettare gli escursionisti di Sentiero Italia che arriveranno domani pomeriggio, 6 settembre, a San Martino. Intorno alle ore 16 è previsto infatti l’arrivo nella piccola frazione acquasantana della colonna di camminatori del CAI che sta attraversando l’Italia intera, isole maggiori comprese. Settemila chilometri, percorso fra i più lunghi al mondo, alla riscoperta delle bellezze di luoghi montani italiani poco conosciuti, e delle loro tradizioni, immersi in una Natura da valorizzare. Un grande, ideale abbraccio. Più caloroso ai luoghi feriti dai terremoti di quattro anni fa.

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Un gigantesco itinerario lontano dalle grandi vie asfaltate e dalle grandi vette che sta toccando, per dirla con le parole del presidente del CAI Vincenzo Torti, «il cuore e l’anima della nostra Italia». Per la realizzazione di questa tappa ascolana del progetto, ideato nel 1983, fatto proprio e portato avanti fin dal 1990, il C.A.I. ha trovato l’indispensabile collaborazione della locale sezione di Ascoli, e un validissimo aiuto di altre associazioni e realtà locali.

Fra queste si distingue una iniziativa nata per promuovere il territorio acquasantano attraverso il ripristino e la mappatura dell’antica rete di sentieri che collega, dalla notte dei tempi, i borghi del comune di Acquasanta Terme. Un’opera di valorizzazione di vecchie mulattiere che collegavano queste frazioni nei secoli passati con i boschi, i pascoli, i mulini, i castelli e le abbazie anche del vicino Abruzzo, finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e dal Comune di Acquasanta.

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Si uniscono infatti tutte le risorse delle comunità locali per creare nuove opportunità di sviluppo turistico del territorio con la riscoperta di percorsi naturalistici e storico-culturali, l’organizzazione di tour enogastronomici, eventi e laboratori legati alle tradizioni locali. La coordinatrice del progetto si chiama Tania Cesarini.

«Tutto è partito dalla locale Pro Loco – racconta – che è riuscita ad aggiudicarsi un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio. Il progetto, partito un paio di anni fa, riguarda tutto il territorio comunale e coinvolge tutte le varie Associazioni, Comunanze, Pro-Loco che hanno dato subito la loro completa disponibilità. Da Cervara a Valledacqua, da Umito a Castel di Luco, da Paggese alle Terme di Acquasanta, solo per citarne solo alcune. Grazie a loro abbiamo riaperto al transito quasi centoventi chilometri di vecchi sentieri che attraversano una ventina di frazioni. Stiamo lavorando alla nascita di un punto informazioni, e le intere comunità si sono attivate per l’organizzazione di eventi che la pandemia ha reso ancor più problematica».

I volontari del progetto Antiche vie mulattiere di Acquasanta non si sono risparmiati, come i proprietari dei castagneti che quelle vie servono da sempre. Ad Umito hanno restaurato anche un antico fornetto sulla via della Volpara danneggiato da vandali domenicali. L’approccio della coordinatrice del progetto con comunità e realtà locali è stato improntato da sempre alla sensibilità e al massimo coinvolgimento.

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«Sono andata personalmente di frazione in frazione – prosegue Tania – a cercare i contatti con i residenti per formare le squadre di lavoro. È importante trovare il boscaiolo che conosce il territorio, i luoghi come le proprie tasche, perché qui è nato e cresciuto. Ma è altrettanto importante che sia lui stesso ad eseguire i lavori. In casa sua. Lavori che, forse, avrebbe potuto eseguire chiunque, ma un estraneo non gli avrebbe mai conferito la stessa valenza “sentimentale”. È questo lo spirito del progetto. E la maniera migliore per ribadire, rafforzare, sottolineare con fierezza, oggi più che mai, quel sacro legame che ha sempre legato la montagna con loro e con i propri avi.

È anche una questione di rispetto per la gente di qui. Le risorse economiche di cui il progetto dispone, grazie alla straordinaria e meritoria opera della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli e del co-finanziatore Comune di Acquasanta, ricadono sul territorio. Intanto ci stiamo strutturando, come personale e competenze, con la speranza, l’auspicio, di poter dare continuità al progetto anche in futuro attingendo, magari, ad altri fondi».

Tania è cresciuta fra Fleno e San Gregorio, le due frazioni dove affondano le radici dei suoi genitori. I posti che hanno visto la storia del comandante Giovanni Piccioni. I pronipoti del leggendario “brigante” vivono nella vicinissima Valle Castellana, terra abruzzese, dove i grandi camminatori di Sentiero Italia sconfineranno nella prossima tappa, dopo la discesa dalla cresta di San Paolo verso San Martino di Acquasanta.

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Qui, alle 16,30, seguirà una conferenza molto attesa. Relatori saranno il vicesindaco della cittadina termale Luigi Capriotti, l’assessore al Turismo Elisa Ionni, il vicesindaco di Arquata Michele Franchi, Tania Cesarini per le Antiche vie Mulattiere Acquasanta, Paola Romanucci della sezione ascolana del C.A.I., Giacomo Riccobono di Và Sentiero, Vittorio Camacci di Arquata Potest, Peter Lerner de Il cammino delle terre mutate, Patrizia Vita del progetto C.A.S.A. Il dibattito sarà moderato da Annalisa Spalazzi di IT.A.CA.

“Lungo i sentieri della storia, si apre un futuro sostenibile”, recita il motto delle antiche vie mulattiere di Acquasanta. Gli fanno eco i ragazzi di Và sentiero: camminare, scoprire, condividere, il primo passo di un lungo cammino. Un nuovo approccio alla montagna come seme di un cambiamento. Se ne sente il bisogno. Tutti.

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