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Insulti, minacce e querele
C’è pure chi si stende in mezzo alla strada
I residenti: «Siamo terrorizzati»

ASCOLI - La denuncia di 77 residenti della frazione di Castel Trosino, esasperati dalle "stravaganze" di una coppia. Alle porte del paese si segnala un altro caso "limite". La lettera inviata a sindaco e Procura: «Aggressioni verbali e provocazioni, la vita è diventata impossibile»

di Luca Capponi

La scena surreale: un uomo steso in mezzo alla strada, a petto nudo, proprio dietro a una semicurva, come se nulla fosse. L’amico nei pressi, a chiedergli di alzarsi in maniera non proprio “lucida”. Macchine in transito, per fortuna poche, che rallentano d’improvviso. Per fortuna senza conseguenze.

Castel Trosino (foto Vagnoni)

Tutto si può dire tranne che negli ultimi tempi a Castel Trosino non ci sia “animazione”.

Due le situazioni, a dir poco assurde, che costringono spesso e volentieri le forze dell’ordine a intraprendere la via della piccola frazione di Ascoli.

La prima riguarda appunto la presenza di un paio di individui, diciamo così, poco raccomandabili, lungo la strada alle porte del paese. Non è la prima volta che vengono segnalati atteggiamenti “stravaganti” ma soprattutto pericolosi come quello del distendersi beatamente in mezzo alla carreggiata.

Il secondo caso, che è sfociato in una lettera inviata da 77 residenti al sindaco Fioravanti e alla Procura della Repubblica, riguarda la zona di Casette. A spiegare cosa accade secondo gli abitanti è lo stesso documento.

«Da circa sei mesi la vita della frazione è stata letteralmente sconvolta -affermano i firmatari-. A confermarlo, prima ancora di entrare nel merito della vicenda, bastano i continui interventi di Carabinieri, Polizia, Vigili Urbani e Vigili del Fuoco. Tutto ha origine dall’arrivo, qualche anno fa, di una coppia di nuovi residenti: due persone che dai primi mesi del 2020 hanno iniziato a rendere la vita impossibile alla comunità attraverso aggressioni verbali e provocazioni a chiunque capiti loro a tiro, in particolare alcune donne anziane (tra cui vedove) e diverse famiglie con minori a carico».

«Ad alcune mamme della zona vengono urlati insulti irripetibili e offese vergognose, anche sull’aspetto fisico e in presenza dei figli, minori, che ora sono terrorizzati -continuano i residenti-. Per questi fatti, tutti documentati, sono state sporte diverse querele. I due, trincerandosi dietro il diritto di passeggiare liberamente lungo le pubbliche vie, si rivolgono a chiunque con volgarità inaudite, arrivando a muovere accuse di ogni tipo ai vicini e, appunto, chiamare le forze dell’ordine per i motivi più fantasiosi, costringendole a intervenire anche senza ravvisare la benché minima infrazione».

«Una delle innumerevoli chiamate alle forze dell’ordine, motivata dal “disturbo provocato dai clacson” ha privato gli anziani di quella che era un’apprezzata gentilezza da parte dei venditori ambulanti: proprio il clacson, appena accennato e sempre in orari consoni, li avvertiva del loro arrivo e, soprattutto d’inverno, gli evitava inutili attese in strada».

«Il problema più serio, però, è questo: molto spesso uno dei componenti della coppia, durante le sue passeggiate, porta appesa al collo una telecamera tipo Go-Pro (probabilmente accesa e attiva, altrimenti perché indossarla?) mentre in mano brandisce uno smartphone scattando foto e filmando chiunque incontri -spiegano gli abitanti-. Ebbene, il timore di molti è che nelle inquadrature finiscano anche i cortili delle case e le tante proprietà private della zona. La domanda è: se vengono scattate foto e girati video, per quale uso?».

«Questo atteggiamento dei due (unito ai continui gesti ostili come corna, dito medio e sputi provocatori) causa stress e paura nei residenti, in primis tra i minori, i loro genitori e gli anziani che sono arrivati al punto di avere timore di uscire di casa -è la prosecuzione-. Anche se fin ora è sempre prevalso il grande senso di responsabilità di tutti, il rischio è che si creino i presupposti di reazioni incontrollabili ed è bene che le istituzioni e le autorità ne siano al corrente».

«Uno dei due componenti della coppia, per completare il quadro, è arrivato intenzionalmente faccia a faccia con un vicino chiedendo provocatoriamente di essere colpito come cercando un pretesto per denunciare un’aggressione -concludono i residenti-. Per fortuna questo vicino è rimasto impassibile, ma la prossima volta (o con la prossima “vittima”) chi può dire che andrà allo stesso modo? Alla luce di tutto ciò chiediamo l’urgente intervento del sindaco e dell’autorità giudiziaria».

 


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