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Monsampolo, niente Tari alle attività
chiuse per lockdown
Caioni: «Andavano premiate
quelle rimaste aperte»

LA DELIBERA è stata approvata dalla maggioranza, contraria l'opposizione. Il capogruppo di "Uniti Verso il Futuro" spiega il motivo del dissenso. Non rientra nell'agevolazione nemmeno una famiglia monoreddito nella quale l'unico lavoratore ha perso lo stipendio

Con delibera del consiglio comunale di Monsampolo di ieri, 29 settembre, è stata approvata la riduzione della Tari pari al 100% della quota fissa e di quella variabile per le utenze non domestiche, intestate ad attività che sono state obbligate alla chiusura o che lo hanno scelto liberamente durante l’emergenza Coronavirus.

Pierluigi Caioni

L’agevolazione, prevista per il solo anno 2020 e comprende tutto il periodo di lockdown (dall’8 marzo al 15 maggio), è stata votata all’unanimità dalla maggioranza, mentre l’opposizione ha espresso, compatta, voto contrario.

Pierluigi Caioni, capogruppo di “Uniti Verso il Futuro”, a nome anche degli altri consiglieri del gruppo, spiega il motivo del dissenso.

«L’opposizione ha evidenziato con forza come la proposta in esame non tenesse conto di altri soggetti “deboli” che sono stati fortemente danneggiati dal lockdown scaturito a causa dell’emergenza epidemiologica da covid-19.
Primi tra tutti le utenze domestiche costituite dalle famiglie monoreddito in cui il portatore dell’unico reddito è stato licenziato o non retribuito o posto in cassa integrazione, dal datore di lavoro, in quel periodo e, in alcuni casi perdendo definitivamente il proprio lavoro a causa della chiusura definitiva della ditta che lo faceva lavorare. 

Ha evidenziato inoltre come anche le utenze non domestiche che hanno fornito un servizio essenziale, rimanendo aperte, meritassero anche loro un riconoscimento tangibile dagli amministratori. 

Negozi di alimentari, giornalai, farmacie, tabaccai, tra questi.
Un esempio per tutti può chiarire l’atto inconsulto perpetrato dagli amministratori di maggioranza: una multinazionale può chiedere ed ottenere lo sconto del 100% della Tari nel periodo del lockdown, mentre una famiglia monoreddito di tre o quattro componenti no.

L’opposizione, attraverso i suoi rappresentanti, ha chiesto quindi di emendare la proposta all’ordine del giorno con l’inserimento di questi altri soggetti altrettanto in difficoltà e meritevoli.
La maggioranza ha ritenuto di non farlo respingendo la richiesta, accampando futili motivi».

«Questa maggioranzaaggiunge Caioniche è rimasta evidentemente sorpresa dalla richiesta di “Uniti Verso il Futuro”, ha dimostrato nella proposta portata in consiglio, di non tenere in alcun conto, di parte delle fasce deboli della cittadinanza, rifiutandosi di considerare alla stessa stregua anche chi, tra le utenze domestiche e non domestiche, ha contribuito con il proprio sacrificio alla lotta contro il Covid. Tutta l’incapacità già ampiamente dimostrata in precedenza attraverso altre scelte infauste, raggiunge un picco negativo con questa incosciente deliberazione. Temo non sarà l’ultima, ma solo una delle tante».

 


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