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Crisi idrica, martedì le ultime analisi
per i nuovi pozzi di Capodacqua

ASCOLI - In caso di esito positivo si attende l'ok dalla conferenza dei servizi per la captazione dell'acqua. Il direttore della Ciip, Giovanni Celani: «In questo modo sarà possibile revocare le chiusure notturne». Summit a Fermo per l'avvio della progettazione dell'anello dei Sibillini per interconnettere le reti del Piceno con quelle del Tennacola e del Nera
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La vasca dell’acquedotto di soccorso di Castel Trosino (Foto Andrea Vagnoni)

di Renato Pierantozzi

In casa Ciip si incrociano le dita in vista dei prelievi in programma martedì prossimo, 6 ottobre, sulla nuova sorgente individuata a Capodacqua (leggi l’articolo) per cui è stata richiesta l’autorizzazione alla capostazione alle autorità competenti (Protezione civile e Asur in primis).

Se tutto andrà bene, poi toccherà alla conferenza dei servizi dare il via libera alla “spillatura” di poco meno di 100 litri al secondo. Secondo la Ciip si tratta dello stesso acquifero della sorgente già “nota” di Capodacqua e quindi dalle analisi non ci dovrebbero essere sorprese.

«Con questa nuova fonte -dice il direttore della società Giovanni Celani– riusciremo ad evitare le attuali chiusure (leggi l’articolo)».

Giovanni De Angelis

Ma sul fronte della crisi idrica il futuro è sempre nero per colpa della mancanza di precipitazioni. «Ci prepariamo al quinto inverno così -dice sempre Celani- Eravamo partiti bene con qualche precipitazione e il “cappello” di neve sui Vettore, ma adesso le previsioni ci indicano un inverno mite. Sembra che solo da noi, inoltre non voglia piovere».

Le ultime rilevazioni delle sorgenti sono drammatiche: solo Capodacqua regge, mentre Pescara è quasi azzerata (sta sui 30 litri al secondo) al pari Foce di Montemonaco a 100 l/s (dagli oltre 500 autorizzati).

Ascoli si è salvata grazie all’impianto di soccorso di Castel Trosino da cui arrivano 150 l/s che riforniscono anche Folignano e Maltignano anche se certamente la qualità dell’acqua non è la stessa di quella dei Sibillini con tutte le polemiche scoppiate tra i cittadini.

Uno scenario che potrebbe aprire la strada all’utilizzo degli invasi di Gerosa (Consorzio di Bonifica)e Talvacchia (Enel) per cui serve però la realizzazione di un potabilizzatore e le relative analisi ripetute nell’arco di più tempo.

Sempre per cercare di uscire dall’emergenza, sta andando avanti il progetto dell’anello dei Sibillini, già finanziato dallo Stato, e per cui la Ciip è soggetto attuatore (leggi l’articolo).

Nel recente tavolo tecnico convocato nella sede di Fermo della Ciip al quale hanno preso parte gli enti ed i gestori interessati dall’intervento (Tennacola spa, Astea spa, Acquambiente Marche, AAto 3, AAto 4, AAto 5, Apm spa), sono stati illustrati lo stato di avanzamento delle attività tecnico amministrative in atto ed in particolare, i dettagli del bando per l’affidamento dei servizi di ingegneria per i quali sono stati stanziati circa 6 milioni di euro. L’accordo ha riflessi su 135 Comuni ed 1 milione di abitanti, coinvolgendo ben tre province delle Marche, ovvero Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.

Borrelli e Pino Alati

«L’obiettivo del progetto -spiega il presidente della Ciip, Pino Alati– è quello di realizzare una infrastruttura idrica, finanziata con 235 milioni di euro, volta alla risoluzione di criticità nell’area interessata da frequenti fenomeni sismici. Stiamo portando avanti il lavoro consapevoli che, nonostante la complessità dell’iter, si debba arrivare in tempi ragionevoli alla definizione progettuale prima e operativa poi dell’opera».

La Ciip Spa che ha ottenuto il finanziamento in forza della Legge n.205 del 2017 “Piano degli interventi nel settore idrico”. A regime “l’Anello dei Sibillini” rappresenterà un efficace sistema di mutuo soccorso tra le comunità interessate. La progettazione intende di fatto realizzare un sistema idrico ausiliario che si concretizzerà in due fasi: il reperimento di nuove fonti idriche di approvvigionamento e l’interconnessione dei diversi sistemi di adduzione del Pescara, dei Sibillini, del Tennacola e del Nera

 


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