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Favoreggiamento nel delitto Sarchiè,
Santo Seminara condannato
a 3 anni e 6 mesi

SENTENZA - Per l'uomo 3 anni e sei mesi: era imputato per aver consentito ai Farina, già condannati per l'omicidio, di utilizzare il capannone della società di cui era amministratore di fatto. Lì venne nascosto il furgone del commerciante di pesce sambenedettese ucciso a Seppio di Pioraco. Il Tribunale di Macerata ha assolto l'imputato dall'accusa di riciclaggio e disposto anche 15.000 euro di provvisionale per le parti civili: figli e moglie della vittima

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Santo Seminara

 

Favoreggiamento nell’omicidio del sambenedettese Pietro Sarchiè, condannato il 47enne Santo Seminara. Il collegio del Tribunale di Macerata ha stabilito oggi – martedì 13 ottobre – una pena di 3 anni e sei mesi per l’uomo (per favoreggiamento e ricettazione) e lo ha assolto dall’accusa di riciclaggio. 

I fatti contestati risalgono al 2014. Secondo l’accusa avrebbe consentito a uno dei due uomini poi condannati per il delitto del commerciante di pesce di San Benedetto, Giuseppe Farina, di nascondere il furgone di Sarchiè all’interno del capannone della società di cui era amministratore di fatto, a Castelraimondo.

Capannone che venne perquisito dai Carabinieri nel corso delle indagini sul delitto di Sarchiè, ucciso il 18 giugno del 2014 da Giuseppe Farina (condannato all’ergastolo) e dal figlio Salvatore (condannato a 20 anni).

Secondo la Procura, Sarchiè venne bloccato mentre era al volante del suo furgone a Seppio di Pioraco. Il cadavere venne poi seppellito a San Severino (Macerata), di fronte ad una chiesetta a Valle dei Grilli.

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Pietro Sarchiè

L’uomo era stato ucciso, secondo quello che è stato ricostruito nel corso dei processi, per una rivalità sulla vendita del pescato (Sarchiè serviva diversi comuni dell’entroterra maceratese). Seminara deve rispondere di favoreggiamento perché, secondo l’accusa, avrebbe aiutato Giuseppe Farina a eludere le indagini consentendogli di nascondere il furgone di Sarchiè all’interno del capannone della società di cui era amministratore di fatto e consentendo a Farina senior e al figlio di occuparsi dello smontaggio del mezzo.

In parte il furgone era stato bruciato proprio nel capannone, prosegue l’accusa, e il resto sarebbe stato eliminato spargendone i pezzi in vari luoghi. Seminara era imputato anche di ricettazione del furgone di Sarchiè e di riciclaggio, accusa quest’ultima da cui è stato assolto. Il pm Stefania Ciccioli oggi ha chiesto la condanna a 7 anni per Seminara e una multa di 9.000 euro.

Il collegio, presieduto dal giudice Roberto Evangelisti, ha deciso una sentenza a 3 anni e 6 mesi, più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici, il pagamento delle spese processuali e disponendo una provvisionale di 15.000 euro a testa alle parti civili: si sono costituiti i figli di Sarchiè, Jennifer e Yuri, e la moglie Ave Palestini, assistiti dagli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi.

Oggi i legali erano sostituiti in aula dall’avvocato Gianfranco Borgani: «Una sentenza equilibrata in un processo comunque complesso perché indiziario, l’accusa ha sapientemente inanellato gli elementi a disposizione dando un quadro attendibile relativo al fatto che c’era comunque una consapevolezza di Seminara di agire favorendo la condotta criminale dei Farina».

(Redazione Cm)


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