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Giunta regionale con una sola donna?
Paola Petrucci diffida Acquaroli

ASCOLI - L'ascolana, consigliera di parità della Regione Marche, ha inviato una lettera al governatore delle Marche che sta decidendo la composizione

«Giunge notizia che la composizione della giunta regionale sia in dirittura di arrivo e si evince che tale organismo sarebbe composto da una sola donna a fronte di un numero complessivo di sei assessori oltre al presidente».

Paola Petrucci

Comincia così la diffida inviata dall’ascolana Paola Petrucci, consigliera di parità della Regione Marche, inviata al governatore delle Marche Francesco Acquaroli, alla segretaria generale della Regione Deborah Giraldi, a tutte le consigliere e consiglieri eletti.

E prosegue: «Nel mio ruolo di consigliera di parità, nominata dal Ministero del Lavoro quale pubblico ufficiale per verificare e rimuovere situazioni di squilibrio di genere nella Regione Marche, sono a sottolineare che lo statuto della Regione Marche, approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 4 dicembre 2004, all’articolo 3 secondo comma recita “La Regione valorizza la differenza di genere in ogni campo ed attività operando al fine di garantire condizioni di effettiva parità a donne e uomini. Le leggi regionali garantiscono parità di accesso a donne e uomini alle cariche elettive e negli enti, negli organi e in tutti gli incarichi di nomina del Consiglio e della giunta”».

Il governatore Acquaroli

«In materia di composizione delle giunte regionali – aggiunge la Petrucci – si è sviluppata una giurisprudenza (del giudice amministrativo in sede giurisdizionale ribadita anche dalla Corte Costituzionale) intesa a dichiarare l’illegittimità dell’atto di nomina, da parte del presidente della giunta regionale, di assessori della giunta, in caso di violazione del dettato statutario regionale in materia di riequilibrio di genere. Il Consiglio di Stato (sezione V) con sentenza 3670 del 21 giugno 2012 ha ribadito che “per quanto riguarda l’individuazione dei componenti dell’esecutivo regionale, lo statuto, pur preservando in capo al presidente il più ampio margine di scelta per permettergli di comporre la giunta secondo le proprie valutazioni di natura politica e fiduciaria, prescrive che gli assessori siano nominati nel pieno rispetto del principio di un’equilibrata presenza di donne e uomini, di talché la discrezionalità spettante al presidente risulta arginata dal rispetto ditale canone, stabilito dallo statuto, in armonia con gli articoli 51 (primo comma) e 117 (settimo comma) della Costituzione”».

Paola Petrucci “avvisa” quindi la Regione, nella persona del presidente Francesco Acquaroli che, «qualora non venga rispettato l’equilibrio di genere nella composizione della giunta, sarò costretta ad impugnare per illegittimità l’atto di nomina della giunta con formale diffida legale e conseguenti azioni legali».


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