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Ristoratore abusivo scoperto
dalla Guardia di Finanza (Foto e video)

SAN BENEDETTO - Operava da tre anni in una zona di campagna dell'entroterra, poi l'arrivo delle Fiamme Gialle. Redditi non dichiarati al Fisco per 20.000 euro, più 2.500 di Iva poichè "evasore totale". Senza scritture contabili, certificazioni e licenze per la somministrazione di cibi e bevande. C'era anche una lavoratrice in nero. Informati Asur e Comune
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Da circa tre anni proponeva piatte e pietanze “certificati” a chilometro zero, ovvero provenienti dalle sua campagna, alle proprie coltivazioni.

Unico problema è che il “ristoratore” operava all’interno della sua abitazione che nel tempo era diventata un vero e proprio ristorante.

Agli uomini della Guardia di Finanza della Compagnia di San Benedetto – l’uomo operava in una zona di campagna dell’entroterra sambenedettese, sul versante ripano – non c’è voluto molto a scoprire che non esistevano certificazioni e licenze per la somministrazione di cibi e bevande. Insomma, un’attività di ristorazione abusiva, e quindi sconosciuta al fisco, ovvero agli Uffici Finanziari.

Un danno dunque per l’erario, ma soprattutto per tanti veri ristoratori che operano nel rispetto delle regole e, in questo periodo più che mai, con tanti sacrifici. I prezzi stracciati erano un perfetto richiamo per i “clienti” che di solito a un ristoratore non chiedono di mostrare certificati e licenze, ma si siedono, mangiano e bevono.

La Finanza ha anche accertato che non venivano nemmeno rispettate le regole imposte dai decreti, emanati contro l’espandersi del contagio del Coronavirus.

In occasione di una delle tante cenette, si sono presentati i finanzieri che, tra gli altri illeciti, hanno anche trovato una donna, addetta alla cucina, che lavorava ovviamente in nero. La cucina? Attrezzata di tutto punto e non certo la normale cucina di un’abitazione.

Le Fiamme Gialle hanno rilevato redditi non dichiarati al Fisco per circa 20.000 euro, ai quali si aggiunge 2.500 di Iva quale “evasore totale”.

All’uomo hanno poi contestato la mancanza delle scritture contabili obbligatorie, ed hanno quindi informato sia l’Asur che il Comune di San Benedetto.

A prescindere dalle ristrettezze imposte dal Dpcm, zona gialla e conseguenti orari da rispettare, per il momento da quelle parti non è più possibile… ristorarsi.

Di casi come quello scoperto dalla Guardia di Finanza ce ne sono stati e ce ne sono diversi. Non solo nel Piceno e nelle Marche, ma in tutta Italia. Molti di questi ristoratori abusivi, però, nel tempo alla fine si sono messi in regola. Molti altri no. E continuano.


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