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Acqua colorata e moria di pesci:
«Situazione preoccupante
sul Tesino»

OFFIDA - A quattro mesi dalla prima segnalazione delle anomalie relative alle acque del fiume, il gruppo consiliare "Obiettivi comuni" torna a lanciare l'allarme: «Nessuno fa niente, occorre accertare subito provenienza e responsabilità degli sversamenti. Proccupati per la tenuta ambientale del tratto che da Santa Maria Goretti porta alla foce»
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«La situazione che si sta verificando sul fiume Tesino preoccupa noi, il nostro territorio e tutta la vallata. Cosa sta succedendo? Perché lo stato dei fatti non cambia malgrado le segnalazioni effettuate?».

Le acque del Tesino preoccupano

A lanciare l’ennesimo allarme sulla situazione del corso d’acqua è il gruppo consiliare “Obiettivi comuni per Offida“, che si pone domande soprattutto in relazione alla tenuta ambientale del tratto che da Santa Maria Goretti porta alla foce del fiume.

«Il 2 novembre abbiamo segnalato ai Carabinieri Tutela Ambientale di Ancona ed ai Forestali di Ascoli e Castignano l’anomalia sulla colorazione delle acque, le condizioni della flora e della fauna e il forte male odore lungo il percorso sulla riva destra del Tesino, a circa 100 metri dal depuratore -spiegano-. Altra segnalazione era stata fatta il 27 luglio da un cittadino. Ad oggi la situazione è identica se non peggiorata».

«Abbiamo inoltrato altre segnalazioni telefoniche e via mail ai sindaci di Offida, Ripatransone e Grottammare, oltre ad averlo fatto anche con i Carabinieri di Offida -continua il gruppo consiliare-. Ora ci aspettiamo un pronto intervento per fermare immediatamente questi sversamenti e che vengano accertate le responsabilità. Sono passati quasi 4 mesi dalla prima segnalazione, il cattivo odore aumenta e la moria di pesci è palese, come i residui melmosi, come l’alterazione della colorazione delle acque e nessuno interrompe tale scempio?».

«Dopo una telefonata avuta con il sindaco offidano Luigi Massa, lo stesso ha affermato che non aveva ricevuto comunicazioni dagli organi competenti e non ha motivo di dubitare sulle attività di indagini che, presumibilmente, saranno state avviate -concludono da “Obiettivi comuni”-. Noi pensiamo che un buon amministratore debba immediatamente attivarsi e chiedere immediate rassicurazione agli organi preposti. Cosa c’è ancora da aspettare? Servono risposte certe in tempi brevissimi. Anche perché chi può garantire la salubrità delle acque utilizzate dalle aziende orticole presenti sulla vallata? Va valutata l’ipotesi di sospendere, a livello cautelativo, le attività di irrigazione nell’attesa delle risposte da parte degli organi competenti? Questo perpetuarsi degli sversamenti potrebbero creare problemi di balneabilità alla foce del fiume? Con salute e ambiente non sono ammesse negligenze o indifferenza».


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