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Fare bene il medico
significa usare al meglio
le risorse a disposizione

NELL'INCONTRO proposto da Anaao Marche, confronto con l’assessore regionale Saltamartini. Il confronto è partito dall'esperienza di Alberto Balducci, consulente per la Sanità negli ultimi vent'anni dei governatori D'Ambrosio, Spacca e Ceriscioli, riassunta nel libro "I Barbari alle Porte (che abbiamo fatto entrare)"

Alberto Balducci è stato consulente per la Sanità negli ultimi vent’anni dei governatori delle Marche D’Ambrosio, Spacca e Ceriscioli. La sua esperienza l’ha riassunta nel libro “I Barbari alle Porte (che abbiamo fatto entrare)”, Maggioli Editore. Dalle sue tesi è partito il confronto organizzato da Anaao Assomed Marche, sindacato di medici e dirigenti sanitari, al quale ha partecipato anche l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini. L’incontro, molto partecipato, al limite quasi della capienza della piattaforma Zoom, ha voluto avviare uno sguardo prospettico su quello che dovrà essere il futuro del sistema sanitario regionale superata la pandemia, riportando al centro il fattore umano, inteso come assistenza al paziente ma anche come implementazione del personale medico e sanitario.

«Non a caso – dice Oriano Mercante, segretario di Anaao Assomed Marche – il titolo dell’incontro è stato “Ricominciamo da qui” perché il nostro intento era di avviare un confronto con la Regione Marche per contribuire a disegnare i contorni della sanità regionale del futuro, appena avremo superato l’emergenza pandemia che ha messo a nudo i limiti dell’attuale sistema».

Oltre ai relatori si è aperto un interessante dibattito con domande dai partecipanti. Tra le riflessioni più interessanti quella relativa alla valutazione dei risultati del modello aziendalista ma anche sul ruolo dei medici non solo nell’esercizio dell’attività sanitaria ma anche a quella di dirigenti.

«Fare bene il medico – ha detto Alberto Balducci – significa usare bene le risorse a disposizione ma, essere dirigente-medico significa sapere bene cosa faccio e perché lo faccio«.

La visione prospettica sembra essere il nodo fondamentale per guardare a futuro di una sanità che negli ultimi 20 anni è costata ai marchigiani 60 miliardi di euro.

«Per noi – ha insistito Mercante– il pilastro fondamentale è la difesa della sanità pubblica e la constatazione che il modello proposto di sanità territoriale è risultato fallimentare. Per ripartire, lo dicemmo già nell’incontro con i candidati governatori e l’abbiamo ribadito all’assessore Saltamartini, occorre una nuova centralità delle risorse umane intese come il paziente che ha il diritto di ricevere le migliori cure possibili, e i medici ed operatori sanitari che devono essere messi in condizione di svolgere le loro funzioni in sicurezza, senza sottoporsi a turni massacranti e percependo la remunerazione adeguata agli standard europei».

«Su questo serve una grande discontinuità rispetto al passato« – ha chiarito Mercante. All’assessore Saltamartini è stata chiesta condivisione e trasparenza. Da parte dell’ex parlamentare sono arrivate parole di grande apertura. «Le risorse non sono sussidi – ha detto – e gli investimenti guarderanno al tema del capitale umano nel suo complesso a partire dal ripristino di principi di merito, ad una digitalizzazione che è ineludibile se vogliamo parlare di efficienza sanando situazioni inaccettabili come quella del Cup, alla ricerca».

«In questo mese di lavoro – ha concluso – ho già cominciato a incontrare il personale sanitario e intendo proseguire costantemente nel confronto che reputo fondamentale con tutti gli attori coinvolti e con la parte sindacale».


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