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Covid, Natale e coprifuoco
Don Emidio Fattori:
«Inutile anticipare
la messa di mezzanotte»

ASCOLI - Il parroco di San Pietro Martire, piuttosto che cambiare l'orario, preferisce concentrare tutto nella mattina del 25, con tre celebrazioni invece che due. La comunità, che da maggio utilizza la chiesa di Sant'Agostino che però è senza riscaldamento, il 20 dicembre tornerà in quella tradizionale resa sicura dai danni del sisma

La chiesa di Sant’Agostino

«La notte di Natale la messa la faccio se potrò farla a mezzanotte, no alle 18 o alle 20». E’ questa la presa di posizione di don Emidio Fattori, parroco di San Pietro Martire, nel cuore di Ascoli, sulla possibilità di anticipare la funzione in modo da permettere ai fedeli di rincasare per le 22. Così prevedono le restrizioni ministeriali in materia di contenimento del contagio da Coronavirus.

Per la messa della notte della Vigilia quest’anno ci sono solo due possibilità. Che venga eliminata dalla programmazione degli eventi religiosi o che sia anticipata. Il sacerdote ascolano – «lo sono da 53 anni», ricorda – ha scelto la prima se non cambierà la regola del coprifuoco.

«La messa di mezzanotte a Natale – dice il parroco – è una tradizione ormai consolidata nella nostra città. Le chiese sono sempre gremite. I fedeli ci tengono molto. In tanti ci ritroviamo anche dopo la funzione per farci gli auguri.

Sebbene però questo Natale 2020 sarà decisamente diverso, non ci sarà il solito cenone, le famiglie vorranno comunque riunirsi per gli auguri. Anche quella è una nostra tradizione. Alla messa ci ritroveremmo in 30, 40. Non ha senso».

Piuttosto don Fattori pensa già di portare da due a tre le messe della mattina di Natale.

«Tra un paio di settimane torneremo a San Pietro Martire – spiega – che può contenere 180, 200 persone con il contingentamento. Quindi vorrò dare a tutti la possibilità di partecipare in sicurezza alla celebrazione. Sto ipotizzando una messa alle ore 8.30, una alle 10 ed una alle 11.30».

La chiesa di San Pietro Martire è chiusa da maggio scorso con ordinanza sindacale poiché ritenuta “agibile con provvedimenti di pronto intervento quali transennanti, recinzioni e protezioni oltre al consolidamenti localizzati”. Sopralluoghi avevano riscontrati problemi di sicurezza nella parte posteriore, vicina all’ingresso su via delle Torri.

«La parte danneggiata nel frattempo è stata Messa in sicurezza. In questi giorni dovrà essere pulita e sanificata ma già dalla domenica prima di Natale sarà di nuovo utilizzabile».

La comunità di San Pietro Martire in questo periodo ha usufruito della chieda di Sant’Agostino, nell’omonima piazza, dove però non c’è il riscaldamento. Fino ad ora la temperatura è stata mite. Ma il freddo invernale comincia a far sentire la sua morsa e «la spesa per realizzare un impianto termico a Sant’Agostino – precisa don Emidio – è tale che una parrocchia non può permetterselo».

m.n.g.

Il sisma fa chiudere tre chiese ascolane


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