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Emergenza idrica,
il Pd attacca la Ciip

ASCOLI - I dem ascolani: «Diamo priorità all’acqua piuttosto che a forzate iniziative imprenditoriali. La Ciip è l’azienda dei contribuenti e non di chi la amministra»

«Siamo stupiti dopo l’annuncio del presidente della Ciip di aver dato mandato ai legali della società di presentare querela nei confronti di chi ha sollevato critiche rispetto alla gestione della società. Da molto tempo i cittadini della nostra provincia si lamentano, infatti, della qualità dell’acqua che la Ciip eroga nelle case dei propri utenti e questo annuncio a mezzo stampa ha l’amaro sapore dell’intimidazione nei confronti di chi si ritiene non soddisfatto del servizio ricevuto e pagato».

Lo dice in una nota il Partito Democratico provinciale di Ascoli, che poi aggiunge: «Il presidente Ciip dovrebbe impegnarsi per dare acqua di qualità e in tutte le ore del giorno anziché minacciare querele e confidiamo nell’impegno del CdA in tal senso».

«Come Partito Democratico di Ascoli – prosegue – abbiamo svolto un’assemblea di studio, insieme ad alcuni membri dei comitati civici, sulle problematiche e sulle scelte che oggi ci hanno portato ad avere un’acqua di qualità assolutamente imparagonabile a quella del passato ad un prezzo che cresce ormai da anni. Sono molte le cose emerse durante il dibattito in assemblea, partendo dalle questioni tecniche gestionali per arrivare a quelle economiche e amministrative, senza trascurare l’impatto ambientale che la riduzione della qualità dell’acqua esercita spingendo i cittadini ad acquistare acqua minerale contenuta nelle tanto vituperate bottiglie di plastica».

Francesco Ameli e Angelo Procaccini del Pd

«Ci sembra opportuno stigmatizzare alcuni comportamenti del CdA della Ciip – continua il Pd – a partire dalla mancanza di lungimiranza nella ricerca di nuove fonti di approvvigionamento di qualità e nella gestione delle reti che, ci viene raccontato ad ogni occasione, sono andate in crisi con il sisma 2016: ci si dimentica però che già dalla rottura di Tallacano del 2007, numerosi sono stati i segnali di difficoltà di fronte ai quali un’amministrazione gestita con la semplice diligenza del buon padre di famiglia avrebbe consigliato importanti investimenti di prevenzione e manutenzione straordinaria. È poi incomprensibile il motivo per il quale abbiamo assistito a un aumento del costo dell’acqua in bolletta di quasi il 100% dal 2010 ad oggi. Ciò sarebbe comprensibile se l’ente fosse in deficit economico: tuttavia, sappiamo benissimo che la Ciip gode di ottima salute finanziaria e da tempo vanta bilanci in attivo che hanno avuto anche oscillazioni positive dai 5 agli 8 milioni di euro».

«É molto grave, quindi, che la Ciip intenda operare un investimento finanziario nel settore dei rifiuti quando la vera urgenza, e scopo della società, è garantire, anzitutto, una migliore e più efficiente distribuzione dell’acqua di sorgente, senza affidarsi alla sola acqua dei pozzi di emergenza (non si capisce altrimenti, se sono di emergenza, perché ad essi si attinge tutti i giorni per anni e non, appunto, per brevi periodi di emergenza)».

«I cittadini pagano la bolletta per avere innanzi tutto acqua di qualità nelle proprie case: e solo dopo aver garantito in maniera ottimale questo servizio primario si potranno valutare eventuali altri investimenti di un’azienda che, lo vogliamo ricordare, è a capitale totalmente pubblico quindi di tutti i contribuenti. Molte altre sono le anomalie registrate durante l’assemblea, dalla mancanza di un direttore generale per più di cinque anni, alla spesa sempre più elevata dedicata a consulenze tecniche e per la manutenzione ordinaria delle reti: manutenzione alla quale, una società come la Ciip, con i bilanci in ordine e con numerosi e competenti dipendenti, potrebbe, anzi, dovrebbe in gran parte provvedere direttamente».

La sede della Ciip

Il Pd come un fiume in piena: «Non sono mancate proposte da parte dei membri dell’assemblea: la revisione delle tariffe, con sconti proporzionati ai problemi legati a queste numerose criticità (non la semplice rateizzazione, come proposto ultimamente dalla Ciip) e una raccolta firme per far sì che le società pubbliche che iscrivono importanti utili a bilancio reinvestano quanto più denaro possibile, fatta salva una soglia di sicurezza prestabilita, per il miglioramento tempestivo dei servizi, fermi restando tutte le necessità e i vincoli stabiliti dalle norme in materia di bilancio».

La conclusione: «Come Partito Democratico di Ascoli riteniamo opportuno tenere accesi i riflettori sulla società che, dopo l’Asur, è la più grande azienda del nostro territorio e che svolge un servizio pubblico, il cui valore e significato, non si dimentichi, è stato sottolineato pochi anni fa con il cosiddetto referendum sull’acqua pubblica; invitiamo il nostro partito provinciale ed i sindaci, in particolare quello di Ascoli, che nominano i membri dei CdA degli enti del territorio ad aprire un dibattito su questi temi, sperando che il confronto, la politica e il bene comune possano favorire l’interesse generale, unico vero scopo di ogni pubblico amministratore».


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