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Amore, esoterismo, occulto:
Matteo Trevisani
presenta il suo “Libro del Sole”

LIBRI - Il giornalista sambenedettese è l’ospite della nuova puntata di “Leggi che ti passa”, che in questa domenica prenatalizia vi conduce in una Roma all’insegna del mistero e dell’iniziazione

di Federico Ameli

Con il Natale ormai alle porte, è già tempo di pensare ai regali da mettere sotto l’albero in vista di queste festività che si preannunciano un po’ diverse da quelle a cui siamo abituati. Anche quest’anno, però, un pensiero non si nega a nessuno, e a chi sa già di ridursi a fare acquisti all’ultimo minuto ci sentiamo di consigliare un jolly valido per ogni occasione.

Si sa, con un buon libro si va sempre sul sicuro, e dato che all’orizzonte valide alternative mondane non se ne vedono, cosa può esserci di meglio per trascorrere le giornate di festa che ci attendono di qui alla fine dell’anno? Si accettano suggerimenti, ma nel frattempo ci sentiamo di buttare giù qualche proposta, rigorosamente made in Piceno.

Se ultimamente i romanzi tradizionali vi fanno un po’ storcere il naso e non volete rovinarvi le feste con qualche saggio non sempre entusiasmante, non disperate: ci pensa Matteo Trevisani a indicarci una terza via.

trevisani

Matteo Trevisani

Nonostante la giovane età, Trevisani – sambenedettese di origini ma già da tempo residente a Roma, dove vive, lavora e tra le altre cose collabora con la prestigiosa rivista letteraria “Nuovi argomenti” – ha già alle spalle due pubblicazioni di grande successo, il “Libro dei Fulmini”, edito nel 2017 da Atlantide, e il “Libro del Sole”, uscito giusto un anno fa per la stessa casa editrice.

Da qualche anno a questa parte la scrittura, oltre ad essere una grande passione, è diventata a tutti gli effetti il suo mestiere, che è un po’ il sogno di tutti coloro che vanno matti per il profumo della carta. «Ho cominciato presto, avevo 12 o 13 anni, ma ho scritto male fino ai tempi dell’università, quando ho capito che avrei dovuto dedicarmici seriamente per poter fare della scrittura il mio lavoro.

Credo che la vocazione abbia a che fare con ciò che provi mentre scrivi o fai qualunque altra cosa, io me la sono sentita dentro. Poi è chiaro che, di questi tempi, vivere di romanzi non sia facile, ma lavoro in diversi ambiti di questo settore e cerco sempre di ritagliarmi un po’ di tempo per i miei libri».

A proposito di libri, riagganciandoci alla terza via a cui si faceva prima riferimento, dai titoli delle opere di Trevisani si può già cogliere una prima sfumatura dell’originalità dei temi cari all’autore. Nel suo “Libro del Sole”, ad esempio, l’elemento più spiccatamente romanzesco rappresentato dalla storia d’amore tra Andrea e la giovane astronoma Eva – che dopo aver assistito a un’aurora boreale parte alla ricerca dell’amato, nel frattempo scomparso, ribaltando per certi versi la concezione della quête tipica della letteratura cortese-cavalleresca – si intreccia a un piano più spirituale e marcatamente iniziatico, un aspetto cardine della scrittura visionaria di Trevisani.

«D’altra parte, scrittura e spiritualità sono nati insieme – ricorda Matteo -. Confesso di essermi vergognato a lungo di questi miei interessi. In un primo momento ho preferito non affrontarli nei miei scritti, poi, anche grazie allo studio della filosofia, mi sono reso conto che avrei dovuto farlo e, di riflesso, i miei libri hanno iniziato ad assomigliarmi. Parlo di storia della magia ed esoterismo, ma non li tratto mai così come sono: i miei non sono libri esoterici, sono opere che riguardano iniziazioni».

libro del sole

La copertina del libro

Mentre la ricerca di Eva prosegue, rivelando delle sfaccettature della personalità e degli interessi di Andrea a lei ignote, il timore è quello che il lettore medio, abituato a sfogliare testi meno arditi, possa scoraggiarsi di fronte all’occulto di cui Trevisani si fa portavoce. Niente paura: è lo stesso autore a rassicurare i più scettici.

«Come dicevo, si tratta di un genere iniziatico, di una scrittura che si prende la responsabilità di scrivere ciò che non si può scrivere. A dirla tutta, mentre mi occupo della stesura dei miei libri non penso a una classificazione in un unico genere, ma volendo potremmo parlare di narrativa iniziatica.

Il mio obiettivo è quello di far ingaggiare al pubblico un corpo a corpo con il testo, nella speranza che le mie pagine non lo lascino indifferente. In un certo senso, voglio “travolgere” il lettore e lasciargli qualcosa dei miei testi. Dall’adolescente al professore universitario che ha dedicato una vita agli studi, tutti possono cimentarsi nella lettura del “Libro del Sole”. Che poi il libro possa piacere o meno è un aspetto che mi interessa relativamente, ciò che conta è l’aver suscitato l’interesse del lettore».

Come confermato dallo stesso Matteo, una volta ultimata la lettura difficilmente potrete cavarvela con il classico “è carino” al bar con gli amici. Iniziate dunque a ragionare su una recensione più accurata, che possa tener conto anche dei riferimenti, più o meno velati, al nostro territorio. Già, perché la vicenda sarà anche ambientata a Roma, ma un autore che si rispetti non dimentica certo le sue origini.

«Nel mio lavoro cerco sempre di portarmi dietro tutte le mie esperienze. Amo le Marche, dove sono nato e cresciuto, ed è evidente che il sostrato sia quello, soprattutto nel primo libro. L’azione si svolge a Roma, ma le pratiche di cui parlo possono essere messe in atto un po’ ovunque».

Una volta rapiti dall’indiscutibile fascino dell’occulto, viene da chiedersi se Trevisani si riveda come erede di una qualche tradizione letteraria o se invece, data anche la particolarità dell’opera, abbia preferito tracciare un sentiero tutto nuovo. Qualcuno ha voluto paragonarlo a Umberto Eco, ma il nostro autore non se la sente di scomodare i grandi della nostra letteratura più o meno recente.

«L’idea era di liberarmi dall’influenza dei maestri, senza voler scimmiottare nessuno e prendendo spunto il meno possibile. Tuttavia, se è vero che leggere più di quanto scrivi rappresenta una regola fondamentale di questo mestiere, mi rivedo un po’ in Tommaso Landolfi e, per la parte di erudizione e storia della filosofia, anche nell’Eco de “Il pendolo di Foucault”».

A questo proposito, quando ormai la nostra chiacchierata sta volgendo al termine, Matteo ci confida che il grande intellettuale è un abituale frequentatore dei suoi sogni. Numeri del lotto? Macché, si parla sempre e solo di libri, che con uno come Eco non è comunque cosa da poco.

Sfumate le speranze di vincita milionaria, a Matteo non resta che dedicarsi alla scrittura. In cantiere c’è il suo terzo libro, attualmente in fase di stesura. «Ci sto lavorando, sarà l’opera che idealmente chiuderà il cerchio, andando a concludere la trilogia costituita con le mie prime due pubblicazioni».

In attesa dell’uscita del terzo libro, non fatevi dunque sfuggire l’occasione di fare bella figura con gli amici sotto l’albero. E se, per puro caso, Umberto Eco dovesse palesarsi nel sonno, evitate di assillarlo con la storia dei numeri fortunati: sicuramente apprezzerà.


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