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Principi: «Ricoveri in diminuzione,
ma la Rianimazione
sarà l’ultima a svuotarsi»

EMERGENZA CORONAVIRUS – Il direttore del Dea tira le somme della seconda ondata negli ospedali del Piceno: «L’auspicio è continui così per fare spazio in caso di recrudescenza, ma anche per far riposare l’equipe»
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L’equipe del reparto di terapia intensiva del “Madonna del Soccorso” durante la prima ondata

di Maria Nerina Galiè

«Se la situazione ricoveri continua così e a Natale le persone agiranno con buon senso, non ci saranno grossi problemi negli ospedali del Piceno anche in caso di terza ondata». La dottoressa Tiziana Principi, direttore del Dipartimento emergenza dell’Area Vasta 5 della Rianimazione Covid del “Madonna del Soccorso” parla con franchezza.

«Epidemie e influenze scendono in questo periodo, poi s’impennano i primi mesi dell’anno. Nel caso del Coronavirus e delle Feste, è necessario fare molta attenzione, ricordando che gli anziani si infettano facilmente e i bambini sono untori».

Tiziana Principi

Il direttore del Dea esprime anche soddisfazione per come sta uscendo dalla fase critica il Pronto Soccorso del “Mazzoni” di Ascoli.

«Quando, l’11 novembre, abbiamo avuto 109 pazienti ricoverati e, poco dopo, 22 solo ad Ascoli, ci siamo preoccupati.

Ora che abbiamo creato uno sfogo al terzo piano per la Obi Murg pre Covid, recuperato i posti in Osservazione tecnica per i non Covid ed avviato i lavori per la Murg al Pronto Soccorso, siamo più tranquilli.

A prescindere se ci sarà necessità di utilizzarli o meno, l’importante è averli più posti letto e non trovarci impreparati». (Leggi qui l’aggiornamento sugli spostamenti al “Mazzoni”).

Il “Madonna del Soccorso” di San Benedetto è chiamato a curare l’80% dei pazienti positivi, con 30 posti in Covid 1 e 15 in Covid 2, più 13 in Murg e 12 in Rianimazione. Mentre al “Mazzoni” di Ascoli i posti disponibili sono 18 in Pneumo-Covid e 13 in pre Covid.

Intanto il numero dei ricoveri sta scendendo, anche se la Rianimazione lavora ancora a pieno regime.

«Qui la degenza è più lunga, ci sono pazienti instabili. Negli altri reparti Covid le dimissioni sono più veloci, gli anziani se stanno meglio vanno in Rsa, qualche paziente viene in Rianimazione.

Questo reparto sarà l’ultimo a svuotarsi anche quando finirà l’afflusso dei ricoveri».

«Dal 28 settembre ho avuto entrambe le terapie intensive, una da 8 e l’altra da 4 posti, sempre piene – conclude la dottoressa Principi – abbiamo lavorato senza sosta. E 12 posti di Rianimazione sono molti. Basti pensare che il “Torrette” di Ancona ne ha 18. L’auspicio è che, almeno per tutto dicembre, l’andamento dei ricoveri continui a diminuire. Sia per alleggerire il reparto e fare spazio per un’eventuale recrudescenza, sia per far riposare l’equipe».

 


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