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Maxi truffa smascherata dalla Finanza:
nei guai anche società del Piceno,
sequestrati 33 terreni a Roccafluvione
(Video e foto)

ASCOLI - Si è chiuso il cerchio dell'Operazione Santo Domingo dopo i primi provvedimenti di quasi un anno fa. Denunciate dieci persone. Sequestrati ben per 4 milioni di euro tra cui anche immobili nel capoluogo, Castel di Lama e Monteprandone; quote azionarie in una Spa di Ascoli; conti correnti e depositi risparmio ad Ascoli, San Benedetto, Monteprandone Castel di Lama e perfino un motociclo ad Ascoli
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Truffa aggravata e abusivismo finanziario i reati contestati per aver raggirato un centinaio di risparmiatori. Denunciate dalla Guardia di Finanza di Ascoli dieci persone legate a società presenti su tutto il territorio nazionale. Tra queste anche alcune del Piceno: Ascoli, San Benedetto, Castel di Lama, Monteprandone. Le altre sono state individuate nel Lazio (Roma, Tivoli e Guidonia Montecelio), Umbria (Orvieto) e Sicilia (Palma di Montechiaro-Agrigento).

L’Operazione “Santo Domingo”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ascoli, ha posto fine alla truffa e esso nei guai amministratori di società che operavano nella consulenza per la gestione della logistica aziendale e altre attività professionali, nel commercio all’ingrosso di prodotti alimentari.

Si trattava di una vera e propria raccolta abusiva di denaro che, come ricostruito con riferimento al periodo dal 2015 al 2019, è stata quantificata dalle Fiamme Gialle in circa 26,5 milioni di euro di cui solamente poco più del 50% rimborsati attraverso la simulazione di una parte dei rendimenti di spettanza.

Le società finite nel mirino sono, o meglio erano nove, quattro italiane (di Ascoli, San Benedetto, Roma e Catania) e cinque straniere (Stati Uniti, Repubblica Dominicana, Nuova Zelanda e Austria).

La prima parte dell’indagine della Finanza si chiuse quasi un anno fa (gennaio 2020). L’offerta dei truffatori erano piani d’investimento mediante sottoscrizione di associazioni in partecipazione agli utili di una società di diritto dominicano attiva nella produzione e coltivazione di cacao e piante tropicali. La promessa? Ingenti immediati profitti, al punto tale che a una donna di Roma erano riusciti a far tirar fuori addirittura 330.000 euro.

Lei, come le altre vittime, dopo essere state convinte dai promoter a sottoscrivere gli investimenti ed eseguire i versamenti, non si vedevano corrispondere alcun interesse pattuito dalla società, che si appropriava invece dell’intero capitale.

Da qui, la prima denuncia alla Procura della Repubblica che, attraverso la Guardia di Finanza, ha avviato la disamina dei flussi finanziari, per individuare la destinazione finale dell’ingente somma.

Le indagini sono proseguite e i finanzieri sono risaliti a risparmiatori truffati sparsi in tutta Italia: Trentino Alto Adige, Sicilia, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Lazio, Puglia. Alla fine, una montagna di querele finite sui tavoli della Procura ascolana.

Tra le vittime anche diversi anziani. Come una 78enne di Roma, una coppia di 70enni di Novara, due 80enni di Orte (Viterbo), una 79enne siciliana. Per loro, e per molti altri, sono andati in fumo in un attimo i risparmi di una vita.

Tra le province coinvolte nella raccolta dei risparmi, quelle di Agrigento, Arezzo, Brescia, Bolzano, L’Aquila, Lecce, Ferrara, Frosinone, Novara, Palermo, Pisa, Pordenone, Ragusa, Roma, Terni, Viterbo.

Le Fiamme Gialle ascolane alla fine hanno individuato particolari movimentazioni di denaro che, apparentemente non rilevanti, sono state invece preziose per scoprire e tracciare il giro d’affari dei truffatori.

Nei confronti di questi ultimi, firmato dal gip del Tribunale di Ascoli su richiesta della Procura, è scattato anche il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un totale di 4 milioni di euro.

Sono stati sequestrati 33 terreni (!) a Roccafluvione, 12 immobili (anche a San Benedetto, Monteprandone e Castel di Lama), 18 tra conti correnti, buoni fruttiferi, depositi risparmio, polizze vita e carte prepagate (anche ad Ascoli, San Benedetto, Monteprandone e Castel di Lama), un motoveicolo (ad Ascoli), gioielli e perfino quote azionarie in una Spa di Ascoli.

Per le dieci persone denunciate non è però finita qui, perché il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli sta ora valutando gli aspetti di carattere amministrativo, ovvero l’applicabilità della tassazione dei proventi illeciti.


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