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La denatalità preoccupa Dino Latini:
«Nelle Marche serve il “Pacchetto vita”»

PROPOSTA – Il presidente del Consiglio regionale: «Chiedo alla maggioranza interventi con adeguate e sostanziose risorse. In regione abbiamo raggiunto la soglia critica di un pensionato per ogni lavoratore». Secondo l'Inps il numero degli ultra ottantacinquenni ha superato quello dei bambini sotto i 4 anni
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Dino Latini

Dino Latini, presidente del Consiglio regionale in quota Udc, propone all’amministrazione di centrodestra misure ulteriori per contrastare la denatalità.

«La delicata questione della impressionante diminuzione delle nascite in Italia e in particolare nelle Marche è ormai in evidenza da anni – dice Latini -. Il saldo fra morti e nati è fortemente negativo a favore dei decessi e neanche l’immigrazione riesce più a colmare la perdita di popolazione, al di là delle credenze gli immigrati nella nostra regione rappresentano da anni appena l’8,6% della popolazione, compresi i cittadini comunitari».

«L’epidemia Covid -continua- ha ulteriormente accentuato il fenomeno: da una parte aumentando il numero dei morti, che a fine anno potrebbero superare i 650mila in Italia, e dall’altra abbassando ulteriormente il numero dei nati. Infatti, secondo l’Istat, è crollata la favola secondo la quale il lockdown avrebbe accresciuto il numero dei concepimenti. Al contrario, la paura per il futuro e la grande incertezza derivata dalla pandemia ha fatto crollare la fiducia delle coppie e quindi le nuove nascite che saranno poco più di 400 mila nell’anno in corso e addirittura meno nel prossimo anno: esattamente 420 mila nel 2019, 408 mila nel 2020 e 393 mila è la stima per il 2021».

bebe-bambino-neonato«Da tutto ciò -prosegue Latini- emerge un quadro devastante con un saldo tra morti e nati che potrebbe superare le 250.000 unità: ciò significa 1 milione di italiani in meno ogni quattro anni. Nelle Marche, riferisce l’Inps, abbiamo raggiunto la soglia critica di un pensionato per ogni lavoratore. Tanti sono quindi i segnali che devono indurci ad agire subito e con decisione; ad esempio il fatto che abbiamo già 440 ultracentenari e che il numero degli ultra ottantacinquenni ha superato quello dei bambini sotto i 4 anni».

«Non si può continuare a far finta di nulla, per cui Stato e Regioni dovrebbero, con grande senso di responsabilità e grande eticità, pensare al futuro del paese per i prossimi decenni -ribadisce-. Si ragiona troppo meschinamente solo delle cose dell’oggi senza una visione di largo respiro per il futuro. La nostra maggioranza ha presentato un programma per bocca del presidente Francesco Acquaroli, nel quale vengono ipotizzate una serie di iniziative a favore della vita nascente e delle famiglie. Personalmente e come gruppo Udc ritengo che si debba ipotizzare un vero e proprio “Pacchetto vita” unitamente ad un “Pacchetto famiglia”. I due gruppi di interventi, adeguatamente coordinati, dovranno essere oggetto di assegnazione di adeguate e sostanziose risorse: micro interventi senza una strategia di respiro sono stati fatti negli ultimi decenni dal governo centrale e dalla regione Marche ma sono serviti a poco. È necessario crederci e crederci fortemente e per molti anni».

«Progetti di questo tipo qualificheranno la giunta Acquaroli e la maggioranza che la sostiene è la conclusione-. Credo anche che su questi argomenti si possa e si debba trovare la più ampia convergenza tra tutte le forze politiche rappresentate in consiglio regionale. Il futuro del paese e della nostra regione non è cosa che si debba regolare a colpi di maggioranza e secondo visione partitiche. Anche in altri tempi, di fronte a grandi emergenze, il paese tutto si è trovato unito per perseguire decisioni unanimi. La questione della natalità non è una faccenduola di tipo contingente, ma attiene all’esistenza stessa della comunità italiana con immense conseguenze di natura economica e sociale: senza popolazione giovane non c’è sviluppo, né crescita né ricchezza e una popolazione fatta in prevalenza da anziani finirà per essere sempre più debole e povera», conclude Latini.


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