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10 milioni per le Aree di crisi complessa,
Ameli (Pd): «La Regione
non perda tempo»

LAVORO - In arrivo un importante finanziamento volto a garantire adeguati ammortizzatori sociali per i lavoratori del territorio. L’appello del capogruppo ascolano del Partito Democratico affinché la giunta Acquaroli sfrutti al meglio una preziosa opportunità per tutto il territorio
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In un momento particolarmente complesso per l’economia nazionale e, visto il caso Pfizer, anche locale (leggi l’articolo), buone notizie sul fronte del lavoro arrivano quantomeno dagli emendamenti alla Legge di Bilancio 2021 recentemente approvati dalla Camera per garantire un adeguato sostegno a imprese, lavoratori e famiglie, alle prese ormai da mesi con le conseguenze dell’emergenza sanitaria.

Francesco Ameli

Oltre all’estensione del blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021, al potenziamento del congedo di paternità e all’istituzione del fondo per il sostegno della parità salariale di genere, nel testo pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali spiccano i 10 milioni di euro destinati al sostegno al reddito dei lavoratori delle aree di crisi industriale complessa, finalizzato a garantire la prosecuzione degli interventi di cassa integrazione guadagni straordinaria e di mobilità in deroga nelle aree individuate dalle Regioni per l’anno 2020, ma non autorizzate per mancanza di copertura finanziaria.

Un risultato che, secondo il capogruppo del Pd ascolano Francesco Ameli, premia gli sforzi profusi dal suo partito, e in particolare dall’ex vicepresidente regionale Anna Casini, nelle assemblee di Palazzo Raffaello. «Dopo le sollecitazioni avanzate anche in consiglio regionale – dichiara il consigliere comunale-, con la mozione che ha avuto prima firmataria Anna Casini e il Pd, sono stati destinati 10 milioni di euro per il sostegno al reddito dei lavoratori delle aree di crisi industriale complessa».

Una volta stanziati i fondi, toccherà poi alla Regione suddividerli tra aziende e forza lavoro del territorio. Per questo motivo, Ameli coglie l’occasione per sollecitare un tempestivo intervento da parte di Francesco Acquaroli e della sua giunta.

«Il riparto verrà fatto entro i prossimi trenta giorni. Ora la palla passa ad Ancona: se la Regione Marche non si muoverà immediatamente, altri trecento lavoratori piceni resteranno senza ammortizzatori sociali».


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