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Area di crisi, proroga della mobilità
in deroga per 300 lavoratori
Castelli: «Siamo ad una svolta»

LAVORO - L'assessore regionale ha avuto rassicurazioni dall'onorevole pentastellata Segneri sul fatto che il Piceno potrà beneficiare delle agevolazioni previste dall'emendamento alla legge di bilancio. E ribadisce: «Ad ulteriore garanzia la Regione Marche si è attivata per soddisfare il fabbisogno»
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L’assessore regionale Guido Castelli

L’assessore regionale Guido Castelli torna sul rischio che 300 lavoratori dell’Area di crisi complessa del Piceno non possano più godere della mobilità in deroga.  E lo fa portando buone notizie: «Il quadro normativo e finanziario, allo stato attuale, ci consente di dire che la grave ingiustizia che i quasi trecento lavoratori stavano pagando possa essere rimossa e superata».

Spiega quindi i passi avanti che sono stati fatti in tale direzione: «»In relazione alle problematiche connesse al mancato rifinanziamento della mobilità in deroga goduta dai circa 300 lavoratori dell’area di crisi complessa del Piceno ho nuovamente scritto al Ministro del Lavoro Nunzia Cataldo per sollecitare la massima attenzione sulla necessità di garantire la continuità del trattamento ai lavoratori interessati anche per l’anno 2020.

La vicenda sembra essere giunta ad una svolta alla luce dell’emendamento alla legge di bilancio proposto dall’onorevole Enrica Segneri (M5S) ed approvato dalla commissione bilancio proprio per riservare uno stanziamento parti a 10 milioni di euro finalizzato proprio a garantire la proroga in questione.

Ho personalmente contattato l’onorevole Segneri che mi ha confermato la possibilità per il Piceno di beneficiare di questo supporto finanziario che sarà oggetto di un apposito decreto da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio.

In ogni caso – continua Castelli – ad ulteriore garanzia dei lavoratori la Regione Marche, lo scorso 20 dicembre, ha voluto approvare un specifico atto deliberativo con il quale viene operata una accurata ricognizione dei residui disponibili e quantificato l’effettivo fabbisogno per garantire la proroga a tutti gli aventi diritto. La delibera dispone altresì che, anche in assenza di una assegnazione supplementare, il fabbisogno pari a circa 4,3 milioni di euro possa essere soddisfatto con il ricorso pro-quota ai residui degli ammortizzatori. Il quadro normativo e finanziario, allo stato attuale, ci consente di dire che la grave ingiustizia che i quasi trecento lavoratori stavano pagando possa essere rimossa e superata. Monitoreremo scrupolosamente la situazione».

 


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