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Il Capodanno di Tonino Armata:
«Dopo il conto alla rovescia,
da fare quello dei vaccinati»

CAPODANNO - Il lettore di Cronache Picene torna a condividere le sue riflessioni sulla notte di San Silvestro e sulle aspettative per un 2021 che ha il compito di riscattare un 2020 che passerà alla storia come uno dei peggiori anni
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E’ l’alba di un nuovo anno che – è ormai opinione comune – potrà solo essere migliore dal precedente. Per l’occasione, Tonino Armata, un lettore di Cronache Picene che aveva già condiviso con noi una bella riflessione sul Natale in risposta all’iniziativa “Natale a distanza ma lo spirito resta”, ci invia un nuovo pensiero.

«Eccoci qui, siamo arrivati alla fine di questo 2020. È stato un anno complesso, in cui abbiamo riscoperto e compreso il potere della corretta informazione, dei libri e delle storie di approfondimento. Il 2020 è stato un anno difficile per tutti e che speriamo di metterlo dietro le spalle il prima possibile.

Quando tutto questo sarà finito, ci vorrà anche un serio studio psicologico sul fenomeno dei veglioni di capodanno: già dai tempi del primo Fantozzi di gran lunga la serata più triste e malinconica di tutte, neanche quest’anno che le regole anti Covid fornirebbero una validissima causa di forza maggiore per restare a casa a guardare la tv, l’italiano rinuncia mal volentieri al supplizio della mezzanotte in comitiva.

Certo che il 2020 vogliamo lasciarcelo tutti alle spalle, ma il conto alla rovescia da fare sarebbe un altro. Quando il 90 per cento della popolazione sarà immunizzato, il virus smetterà di circolare. Ora che possiamo contare il numero dei vaccinati, sappiamo qual è la cifra alla quale puntare nel più breve tempo possibile.

E allora sì sarebbe bello se, come nell’esilarante e grottesca farsa raccontata da Paolo Villaggio, ci fosse anche nella realtà un maestro Canello in grado di portare avanti gli orologi facendo arrivare in fretta l’alba di questo giorno nuovo.

A tutte e tutti gli auguri per un 2021 migliore del 2020. Ma, soprattutto un pensiero affettuoso agli anziani che hanno passato da soli la notte dell’ultimo dell’anno, come forse pure il Natale. La solitudine è uno dei grandi mali del nostro tempo. Il Covid ha purtroppo esasperato questa condizione. E io vorrei che l’abbraccio virtuale più grande fosse per chi non riceverà neanche un abbraccio fisico».

 

 


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