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L’odissea dei camionisti:
«Vaccini anche per noi»

ASCOLI - L'appello del segretario nazionale della Pmia, l'ascolano Roberto Galanti: «In tanti hanno trascorso il Natale bloccati alla frontiere francese, ora lo Stato si ricordi di noi visto che le fiale viaggiano sui mezzi pesanti»
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di Renato Pierantozzi

Emergenza covid, ristoranti e bagni chiusi lungo le arterie non autostradali, frontiere sbarrate e incidenti mortali all’ordine del giorno come il mezzo esploso lungo l’A14 a Pesaro.

Il segretario Roberto Galanti

Il mondo dell’autotrasporto è sempre in trincea per garantire ogni giorno rifornimenti alimentari e non agli italiani chiusi in casa tra zone rosse e festività.

A raccogliere gli sfoghi e i disagi degli autisti ci pensano le associazioni di categoria del settore alle prese con l’esasperazione degli associati.

«Avrei volentieri  -commenta il segretario nazionale della Pmia, l’ascolano Roberto Galanti– ricominciato ad anno nuovo a parlare dei problemi dell’autotrasporto magari con qualche bella notizia, invece, passato questo Natale anomalo, abbiamo davanti agli occhi le file interminabili di camion tra la Francia e l’Inghilterra dove molti dei nostri hanno festeggiato tra freddo, fame, sete e mancanza di servizi, in attesa del provvedimento di “libertà” che avrebbe permesso di passare un Natale, per quanto brutto, in famiglia».

Che prospettive si intravedono per il settore?
«La situazione -afferma sempre Galanti- molto lentamente tenta di tornare ad una normalità che era tutt’altro che normale e le prossime feste (in zona rosso shock) si spera si possano trascorrere in altro modo.
Resta lecito, senza polemica, chiedersi cosa, come e se il Presidente Conte, la ministra De Micheli, il Governo e tutte le forze politiche, hanno fatto per evitare la “caporetto” del settore relativamente agli ordinati ingorghi del periodo natalizio in Gran Bretagna ed in Francia. Teniamo presente che le previsioni non albeggiano al meglio e il piano neve è sempre li in agguato. Giorni fa hanno mandato uno spot ministeriale ringraziando la logistica e i trasporti per aver contribuito al benessere degli Italiani in questo periodo di pandemia…ma si sono dimenticati di inserire i camionisti nel benessere generale».

Foto d’archivio

Galanti lancia un nuovo appello alle istituzioni. «Non ci dimentichiamo -dice il segretario- che gli autotrasportatori sono coloro che hanno garantito e stanno garantendo la fornitura costante di beni di prima necessità e che senza questi uomini e queste donne che dormono poche ore al giorno, mentre il resto del mondo dorme, il Covid avrebbe avuto un impatto ancora più devastante e non dimentichiamo, nel frattempo, che anche i vaccini stanno viaggiando su camion!
A tal proposito si auspica che, fra le categorie prioritarie, almeno nella seconda parte della campagna vaccinazione, siano inclusi gli operatori dei trasporti e della logistica che operano a rischio con contatti continui tra loro ed il pubblico percorrendo regioni italiane ed estero.
La richiesta -conclude- è quella che, quando si stileranno gli elenchi prioritari dei destinatari per la somministrazione del vaccino, è quella di includere la categoria degli autotrasportatori al fine, sperando che funzioni, di consentire, fermo restando la volontarietà, la continuità di un servizio vitale e fondamentale».


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