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«Rinviare il ritorno in classe
è inutile e incomprensibile»

LA POSIZIONE dei consiglieri regionali del Pd sull'ordinanza del governatore Francesco Acquaroli: «Non tiene conto né degli investimenti realizzati per garantire efficacemente lo svolgimento delle lezioni in sicurezza, né, fatto ancora più grave, dell’incidenza psicologica sui ragazzi»
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Maurizio Mangialardi

 

«Che la scuola non sia una priorità per la destra al governo della Regione è un dato di fatto. Lo slittamento del ritorno in classe a febbraio per gli studenti delle scuole superiori è frutto non solo dell’incapacità di presidente e giunta, ma anche della loro indifferenza alle esigenze dei ragazzi e dello sprezzante atteggiamento nei confronti della funzione educativa dei docenti».

A dirlo i consiglieri regionali del Pd, guidati dal capogruppo Maurizio Mangialardi. I dem definiscono la scelta della regione di prolungare fino a fine mese la didattica a distanza al 100% per la scuole superiori «una decisione inutile e incomprensibile, anche perché non tiene conto né degli investimenti realizzati dalle scuole per garantire, tra l’altro efficacemente, lo svolgimento delle lezioni in sicurezza, né, fatto ancora più grave, dell’incidenza psicologica sui ragazzi, con il rischio di alimentare anche il già troppo diffuso fenomeno della dispersione scolastica».

Mangialardi aggiunge che «rispetto alla prima fase della pandemia, quando eravamo tutti di fronte a un evento drammatico e imprevedibile, oggi si sarebbe potuto procedere con una modalità di didattica a distanza integrata, prevedendo almeno il 50% delle ore lezione in presenza. Per il progressivo rientro in classe sarebbe stato sufficiente avviare un servizio simile a quello della Regione Lazio, dove a tutto il personale scolastico e agli studenti dai 14 ai 18 anni è data la possibilità di fare il tampone rapido, gratis e senza prescrizione medica, nei drive in regionali.

Invece no, il duo Acquaroli-Saltamartini ha preferito buttare soldi in un inutile screening di massa anziché pensare ad azioni più puntuali e mirate riguardanti specifici settori, proprio come quello della scuola, o a investire risorse per il potenziamento del servizio di trasporto pubblico locale, dove certamente si poteva fare di più e di meglio per aumentare il numero delle corse dedicate agli studenti. Purtroppo, è evidente che il presidente Acquaroli e i suoi assessori, in preda a un perenne stato confusionale e spinti da un viscerale antagonismo nei confronti del governo nazionale, non hanno solamente perso la bacchetta magica sfoggiata durante l’intera campagna elettorale, ma non sono neppure in grado di mettere in campo i più basilari elementi di buon governo a favore della collettività».

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