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Cinghiali in città, no all’abbattimento
Verranno trasferiti in habitati compatibili

GROTTAMMARE - Da diverse settimane i residenti della zona compresa tra l’ex ferriera e il cimitero segnalano la presenza di branchi sempre più numerosi. La strategia studiata durante il tavolo tecnico voluto dalla Questura di Ascoli

Cattura e trasferimento in habitat compatibili per i cinghiali presenti nella zona urbana. Questa la linea prioritaria concordata nel corso del tavolo tecnico istituzionale, convocato dal Questore di Ascoli Alessio Cesareo, al quale hanno preso parte i vertici di Comune e Provincia, rappresentanti dei Carabinieri Forestali e della locale stazione dei Carabinieri, dei comandi di Polizia locale e provinciale, del servizio veterinario dell’Area Vasta 5 e dell’Ambito territoriale di caccia.

Cinghiale a spasso

La decisione ha il sostegno della Lega italiana difesa animali e ambiente (Leidaa).

«Il tavolo tecnico di martedì è stato molto importante e ringrazio personalmente il questore per averlo convocato – dichiara il sindaco Enrico Piergallini – . Importante per due ragioni: innanzitutto, perché al tavolo erano presenti quasi tutti i soggetti istituzionali che devono concordare una soluzione per risolvere la problematica; in secondo luogo, è stato un tavolo importante soprattutto perché, con chiarezza, è stata espressa la strategia prioritaria da seguire e cioè la cattura degli animali e il successivo reiserimento in aree naturali vocate e compatibili. Ciò significa che è stato escluso in via prioritaria l’abbattimento in loco dei cinghiali. Su questo punto bisogna essere chiari: questa soluzione tutelerebbe sia la salute degli animali, sia l’incolumità dei residenti nella zona. Bisogna infatti capire che trattandosi di un’area densamente abitata l’utilizzo delle armi in loco potrebbe rappresentare un grande rischio per la pubblica incolumità».

Il sindaco Piergallini

Una problematica che era già presente nelle aree extraurbane più periferiche è diventata nel corso dell’ultimo mese una complessa questione urbana: i residenti della zona compresa tra l’ex ferriera e il cimitero, infatti, da diverse settimane segnalano la presenza di cinghiali in branchi sempre più numerosi, nei pressi delle abitazioni e dei parchi gioco di quartiere.

La strategia concordata ieri arriva dopo varie riunioni che hanno preso in esame tutti gli aspetti della situazione in atto: ambientali, sanitari e di pubblica incolumità. Gli esiti del tavolo tecnico sono stati inviati questa mattina al competente servizio caccia e pesca della Regione Marche, la quale, in base alle leggi e ai regolamenti approvati, è competente sul controllo della popolazione dei cinghiali.

«Il percorso che ci aspetta è il seguente -continua il primo cittadino-. Innanzitutto, il reperimento delle gabbie necessarie per la cattura, quindi, l’individuazione delle zone in cui trasferirli, previa verifica sanitaria sulle condizioni di salute degli esemplari catturati. Di queste verifiche e operazioni è stato investito Il servizio provinciale competente. Si tratta, insomma, di un percorso complesso, che richiede tempo ma che deve essere seguito, per giungere alla soluzione meno cruenta e meno pericolosa per tutti».

«In questo percorso le istituzioni non sarebbero da sole -conclude Piergallini – . Un’associazione di rilievo nazionale come la Leidaa, infatti, si è dichiarata disponibile a supportare i soggetti coinvolti per la soluzione del problema. Detto questo, è necessario mettere in conto che la migrazione dei cinghiali a valle è un fenomeno in atto in diverse zone e da molto tempo. Quindi, potrebbe ripresentarsi anche in futuro. Ciò significa che il lungo e complesso lavoro che abbiamo svolto fino ad ora da più di un mese e che interesserà anche le settimane a venire è stato necessario ed è necessario ancora per essere preparati ad affrontare un problema strutturale, non episodico, e ad individuare procedure che potranno essere utili, quando e se il fenomeno si ripresenterà».


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