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Ameli (Pd) accusa: «Dal Comune
pochi spiccioli alle società sportive»

ASCOLI - L'esponente democratico ha analizzato il bando emanato dall'Arengo. «Contrariamente a tanti altri enti, l'Amministrazione comunale non ha previsto forme di sostegno per le problematiche relative al Covid sia relativamente all’acquisto di attrezzature per i vari protocolli di sicurezza per il contenimento dello stesso, che alla mancata effettuazione delle attività anche in presenza di spese fisse come le utenze»

Fondi alle società sportive, il capogruppo del Pd Francesco Ameli critica le scelte del Comune che ha emanato un bando ad hoc per il settore.

«Con due mesi di ritardo rispetto al 2019 – esordisce l’esponente dem – quando il bando prevedeva come scadenza il 22 novembre, l’amministrazione comunale ha fissato per il giorno 29 gennaio 2021 il termine della presentazione dell’avviso pubblico per la concessione di contributi a favore di società, associazioni ed altri organismi sportivi senza fine di lucro per attività sportiva svolta nel territorio del Comune di Ascoli nell’anno 2020.

Francesco Ameli

Un bando che prevede l’assegnazione di contributi per un totale di euro 50.000 per le realtà sportive cittadine impegnate nel mondo dello sport».

Che cos’è che non va?

«Contrariamente -afferma Ameli- a tantissimi enti pubblici italiani (Dipartimento dello Sport del Governo, Regione Marche, centinaia di comuni) l’amministrazione comunale di Ascoli non ha previsto forme di sostegno per le problematiche relative al covid sia relativamente all’acquisto di attrezzature per i vari protocolli di sicurezza per il contenimento dello stesso covid, sia relativamente alla mancata effettuazione delle attività anche in presenza di spese fisse (per esempio le utenze degli impianti sportivi).

Si tratta di una grave dimenticanza che non tiene conto dei tanti mesi di sospensione delle attività sportive a cui si sono dovuti adeguare i sodalizi cittadini che, dunque, non hanno potuto portare avanti regolarmente le proprie attività».

Nel mirino anche lo stanziamento di 50.000 euro definito “esiguo”. «Se si considera -dice sempre Ameli- che l’albo delle associazioni sportive dilettantistiche e degli enti di promozione sportiva, revisionato a giugno 2020, conta oltre 70 sodalizi e che oltre a questi potranno fare domanda anche enti che promuovono attività sportive tra i cittadini e le scuole nel contesto delle attività dei Giochi della gioventù potrebbero essere un centinaio le domande che perverranno con una media di 500 euro per ogni istanza presentata.

Il velodromo di Monticelli

Va poi considerato che le finalità e le priorità degli interventi parlano anche di attrezzature che “diventeranno di proprietà dell’Amministrazione comunale saranno fruibili a tutti gli utenti degli impianti”. In pratica il contributo concesso potrà essere concesso a parziale o totale copertura delle spese documentate e autorizzate dall’ufficio comunale competente (quindi esiste già un procedura aperta?) sostenute per l’acquisto delle attrezzature sportive, arredi per impianti sportivi, lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria eseguiti negli impianti sportivi comunali. Per tale finalità è previsto l’utilizzo del 35% dei fondi totali pari a euro 17.500,00. 

Quindi per le restanti aree di attività (per i giovani, per manifestazioni sportive nazionali e internazionali, per convegni, seminari, congressi e tavole rotonde, per attività motoria per la terza età, per le scuole per i Giochi della Gioventù, per attività sportive con città gemellate ad Ascoli o con lo scopo di avvicinare comunità ed etnie diverse) e per il sostegno all’attività ordinaria delle associazioni sportive dilettantistiche la cifra a disposizione si riduce ancora di più e scende a 32.500».

Ameli chiede anche di rivedere il regolamento comunale per la concessione di contributi approvato nel 1991 e modificato nel 1993.

«Nel frattempo molte cose sono cambiate -conclude il capogruppo-. Tale regolamento andrebbe rivisto perché nel frattempo molte cose sono cambiate anche nel campo dello sport e non esiste una reale integrazione ad esempio tra i requisiti per iscriversi all’albo delle associazioni sportive dilettantistiche e degli enti di promozione sportiva e la possibilità di ricevere contributi o meno. L’iscrizione all’Albo è una sorta di certificazione che dovrebbe essere utilizzata anche per la concessione di sostegni».

A proposito di sport andrebbe poi rivisto il regolamento della consulta comunale dello sport (che risale all’anno 2004) e che da anni non viene più riunita impedendo dunque lo svolgimento di attività di un “luogo di partecipazione e confronto tra le realtà sportive, culturali e sociali della città”».


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