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Internet e pandemia,
l’analisi di Tonino Armata:
«Raddoppiato il tempo di connessione»

L'ANALISI - In occasione del Safer Internet Day, il coordinatore dell'Osservatorio permanente Infanzia e Adolescenza del Comune di San Benedetto, dipinge un quadro preoccupante della situazione tra gli adolescenti: 1 ragazzo su 5 si definisce “sempre connesso”, 6 su 10 sono online dalle 5 alle 10 ore al giorno, per le ragazze l'incubo maggiore è il revenge porn
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Oggi, 9 febbraio è il Safer Internet Day 2021, la Giornata mondiale dedicata all’uso positivo di Internet.

Il Ministero dell’Istruzione la celebra con laboratori online, dirette con gli esperti e la presentazione delle nuove Linee guida.

Tonino Armata, coordinatore Osservatorio permanente Infanzia e Adolescenza del Comune di San Benedetto, fa una disamina dei dati e dipinge un quadro piuttosto preoccupante della situazione: aumenta il tempo che i ragazzi passano online, 1 ragazzo su 5 si definisce “sempre connesso”, per le ragazze l’incubo maggiore è il revenge porn. Nell’anno della pandemia, il 93% degli adolescenti si sono sentiti soli.

«In occasione del Safer Internet Day, caratterizzato da un fitto programma di iniziative nazionali, messe in campo dal Ministero dell’Istruzione, coordinatore di “Generazioni connesse”, il Safer Internet Centre in Italia, il Centro italiano per la sicurezza in Rete, e locali.

Tonino Armata

Si detteranno anche le Linee guida per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

Si rifletterà anche a partire da dati, come quelli commissionati da Generazioni connesse sulla quantità e la qualità delle ore passate in Rete dalle ragazze e dai ragazzi: 1 su 5 si definisce praticamente sempre connesso, 6 su 10 sono online dalle 5 alle 10 ore al giorno. Numeri raddoppiati rispetto allo scorso anno, complici anche i periodi passati a casa, lontano da scuola o da altre attività di socializzazione, durante la pandemia.

Per il 59% gli episodi di cyberbullismo sono aumentanti.

Rispetto alle precedenti edizioni, la Giornata mondiale della sicurezza in Rete di quest’anno assume una valenza ancor più significativa: l’emergenza sanitaria ha inciso sulle abitudini degli adolescenti italiani e, in particolare, sull’approccio al mondo virtuale e al digitale.

La comunità scolastica italiana ha offerto risposte tempestive ed efficaci, riorganizzando le attività formative con soluzioni innovative anche attraverso forme di Didattica Digitale Integrata (DDI), mettendo al centro di una nuova ‘alleanza’ la sinergia con famiglie, imprese e istituzioni e dando corpo, con i fatti, allo slogan “Together for a better internet”, che ormai da anni accompagna la manifestazione in tutto il mondo per evidenziare come l’impegno di tutti sia la condizione imprescindibile per rendere Internet uno strumento utile e sicuro.

Il 61% dei giovani afferma di essere vittima di bullismo o di cyberbullismo, e il 68% di esserne stato testimone, considerati dopo droghe e violenze sessuali le minacce più temute dai ragazzi. Sei adolescenti su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online. L’incubo maggiore per le ragazze è il revenge porn (52,16%).

Nell’anno del Covid-19 il 93% degli adolescenti ha affermato di sentirsi solo, con un aumento del 10% rispetto al 2019. Emerge dai dati dell’Osservatorio Indifesa 2020 di Terre des hommes e Scuolazoo diffusi in vista della Giornata Internazionale contro il Bullismo (7 febbraio) e del Safer Internet Day (9 febbraio).

L’aumento della solitudine è ancora più significativo, viene fatto notare nel rapporto, se si pensa che la percentuale di chi ha indicato di provare solitudine “molto spesso” è passata dal 33% a quello che viene definito un “drammatico” 48%.

I dati dell’Osservatorio Indifesa sono stati raccolti attraverso le risposte di 6.000 adolescenti, dai 13 ai 23 anni, provenienti da tutta Italia.

Ragazzi e ragazze esprimono sofferenza per episodi di violenza psicologica subita da parte di coetanei (42,23%) e in particolare il 44,57% delle ragazze segnala il forte disagio provato dal ricevere commenti non graditi di carattere sessuale online. Dall’altro lato l′8,02% delle ragazze ammette di aver compiuto atti di bullismo, o cyberbullismo, percentuale che cresce fino al 14,76% tra i ragazzi.

Tra i partecipanti alla rilevazione 6 su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online. Sono le ragazze ad avere più paura, soprattutto sui social media e sulle app per incontri, lo conferma il 61,36% di loro.

Tra i rischi maggiori sia i maschi che le femmine pongono al primo posto il cyberbullismo (66,34%), a seguire per i ragazzi spaventa di più la perdita della propria privacy (49,32%) il Revenge porn (41,63%) il rischio di adescamento da parte di malintenzionati (39,20%) stalking (36,56%) e di molestie online (33,78%).

Mentre dopo il cyberbullismo, l’incubo maggiore per le ragazze è il Revenge porn (52,16%) insieme al rischio di subire molestie online (51,24%) l’adescamento da parte di malintenzionati (49,03%) e la perdita della propria privacy (44,73%). Un adolescente su 3 conferma di aver visto circolare foto intime sue, o di amici sui social network.

Quasi tutte le ragazze (95,17%) però riconoscono che vedere le proprie foto/video hot circolare senza il proprio consenso online, o su cellulari altrui è grave quanto subire una violenza fisica. La percentuale scende leggermente per i ragazzi (89,76%).

Persistono, anche se minoritari, vecchi pregiudizi da sconfiggere, il 15,21% dei ragazzi considera come una “ragazza facile” la ragazza che decide di condividere foto o video a sfondo sessuale con il/la sua partner. Mentre per le ragazze questo è vero per l′8,39% dei casi».

 

 


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