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San Benedetto rende omaggio
a Giovanni Palatucci
il questore che salvò
migliaia di ebrei

IL RICORDO - L'ex questore di Fiume morì di stenti nel campo di concentramento di Dachau (Germania) il 10 febbraio 1945. In occasione della ricorrenza, sarà scoperta la targa affissa all'ulivo piantato in sua memoria in piazza Matteotti della città rivierasca

 

Giovanni Palatucci

E’ stato piantato un ulivo, in Piazza Matteotti a San Benedetto, in memoria di Giovanni Palatucci l’ex Questore di Fiume che morì a Dachau (Germania) dopo aver salvato migliaia di ebrei dal genocidio. L’iniziativa ha visto insieme Polizia di Stato e Amministrazione comunale di San Benedetto.

Palatucci morì il 10 febbraio del 1945, di stenti, nel campo di concentramento di Dachau (Germania) dove era stato internato dai tedeschi il 22 ottobre. In occasione della ricorrenza, domani, 10 febbraio alle ore 9, alla presenza delle autorità civili e militari avverrà lo scoprimento della targa collocata dinanzi all’ulivo che ricorda la figura di Giovanni Palatucci.

Giovanni Palatucci, vice commissario aggiunto di pubblica sicurezza, fu reggente della Questura di Fiume sino al 13 settembre 1944, quando fu appunto arrestato e deportato a Dachau.
Durante la sua permanenza a Fiume, Palatucci ebbe modo di conoscere l’impatto che le leggi razziali ebbero sulla popolazione ebraica. In quel contesto, cercò di fare quello che la sua posizione gli permetteva, creando attraverso una rete di amici una strada per salvare tanti ebrei dai campi di sterminio. Un calcolo approssimativo ha stimato in più di 5.000 il numero di persone che Giovanni Palatucci aiutò a salvarsi durante tutta la sua permanenza a Fiume.
Giovanni Palatucci è salito agli onori sia in Israele (dove è Giusto tra le nazioni dal 1990), sia presso la Chiesa Cattolica (per la quale è Servo di Dio dal 2004), sia presso la Repubblica Italiana (per la quale è Medaglia d’oro al merito civile dal 1995).

 


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