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I pasti scolastici non piacciono,
arriva il questionario 

SAN BENEDETTO  - Mense nel mirino. Vertice tra Comune, Asur e dirigenze scolastiche per valutare l'insoddisfazione per i menù da parte dei bambini e dei ragazzi
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Il sindaco di San Benedetto, Pasqualino Piunti, nel consueto periodico confronto, ha incontrato i dirigenti delle scuole cittadine per fare il punto sulla situazione durante la pandemia. E’ stato anche affrontato il problema dei menù proposti dalle mense scolastiche che non incontrerebbero il gusto dei bambini. Gli stessi rappresentanti delle scuole hanno confermato di aver ricevuto segnalazioni di malcontento da parte di genitori per la presenza nei piatti verdure e legumi che portano i piccoli a rifiutare il cibo.

L’Asur, presente con la dottoressa Benedetta Rosetti del Servizio igiene-alimenti-nutrizione ha dato la disponibilità a valutare possibili modifiche al menù fermo restando l’equilibrio della dieta, aspetto fondamentale per la crescita di bambini e ragazzi.

Anna Maria Rinaldi del Servizio diritto allo studio del Comune ha spiegato che, in base ad un’indagine a campione svolta nelle mense scolastiche cittadine, è emerso che per verdure e legumi lo scarto varia in media tra il 30% e il 40% del prodotto portato a tavola.

Attualmente a San Benedetto vengono erogati 1.450 pasti nelle scuole cittadine, di cui 850 con il sistema dei “lunch box” (vassoi con contenitori sigillati e posate monouso) per un investimento di 424.500 euro solo per questo anno scolastico.

L’assessore comunale all’Istruzione, Annalisa Ruggieri, ha affermato comunque che si lavorerà subito per apportare eventuali modifiche ai menu a partire dal prossimo anno scolastico.

 


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