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Incendio a Villa Sant’Antonio,
corsa contro il tempo
per evitare che si propaghi (Foto e video)

ALLARME - Una situazione difficile e rischiosa per i Vigili del fuoco di Ascoli, intervenuti con tutte le squadre disponibili. Richiamati anche i colleghi a riposo e chiesto il supporto dei Comandi di Teramo e Ancona. Ecco perchè

 

L’incendio, di oggi martedì 16 febbraio, è scoppiato all’interno di un capannone di 8.000 metri, compartimentato, multiproprietà, con all’interno depositato del mangime per animali e attrezzature varie e che si trova nell’interporto di Villa Sant’Antonio, tra Ascoli (dove la frazione ricade per una piccola parte) e Castel di Lama.

Una situazione molto difficile e pericolosa per i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Ascoli (sul posto con le squadre anche di San Benedetto e Arquata), intervenuti con 16 mezzi e 36 uomini tra cui un funzionario tecnico – tra autobotti, autoscale e autopompe – con tutte le squadre disponibili. Sono inoltre stati richiamati i pompieri e al momento sono impegnati nelle operazioni anche colleghi del Comando di Fermo (con autobotte), Teramo (con autobotte e autoscala), Macerata (con autobotte) e Ancona (con autobotte).

La prima squadra, intervenuta dal Comando di Ascoli, si è trovata subito a dover arginare l’avanzata del fuoco, in particolare sul  tetto che,  attraverso l’impianto fotovoltaico in fiamme ha, da subito, minacciato l’intero capannone e altri confinanti.

Si è trattato di una strenua lotta contro il tempo perchè all’interno del fabbricato si trovavano sementi che, come tutte le sostanze che polverizzano sotto l’effetto del fuoco, hanno la capacità di propagare l’incendio con la rapidità e potenza di un’esplosione.

Massima l’attenzione per tenere sotto controllo questo fenomeno e scongiurare così il rischio che le fiamme coinvolgessero i capannoni vicini, o peggio, le persone che stanno lavorando per tenerle a bada.

Altro fattore di rischio, per gli stessi pompieri impegnati nelle operazioni, il fatto che il tetto del capannone era coperto per la metà da pannelli fotovoltaici che, anche in caso di incendio, producono corrente continua.

Ma non solo. La presenza all’interno del capannone di una dozzina di bombole di ossigeno compresso che, se investite dalle fiamme, avrebbero fatto esplodere il capannone e coinvolgere i Vigili del fuoco al lavoro.

È stato richiesto l’intervento dell’Arpam per le misurazione e valutazioni circa la possibilità di inquinamento dell’aria.

Al momento si stanno ultimando le fasi di delimitazione dell’incendio a cui seguirà la messa in sicurezza dell’area.

m.n.g.

 

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