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«L’infarto è come il terremoto»
Il dottor Grossi: «Corso di primo intervento
per i ragazzi delle superiori»

ASCOLI - Dopo l'episodio accaduto a Monte Piselli, dove Vinicio Petrelli è stato salvato dall'arresto cardiaco grazie ad un tempestivo soccorso, il primario di Cardiologia del "Mazzoni" spiega come riconosce i sintomi del pericoloso attacco. Ma anche di come prevenirli e dell'importanza del massaggio cardiaco

Il dottor Pierfrancesco Grossi

di Maria Nerina Galiè

Sta meglio l’ascolano Vinicio Petrelli, di 63 anni, vittima di un grave malore che l’ha colpito ieri, 20 febbraio, a Monte Piselli (leggi qui).

A salvargli la vita l’immediatezza dei soccorsi, seguiti da un intervento praticato d’urgenza dall’equipe di Emodinamica del reparto Cardiologia dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli (leggi qui).  Il paziente ora si trova nel reparto di Terapia Intensiva per il monitoraggio post operatorio.

«La buona sanità: orgogliosi del percorso dell’infarto miocardico acuto che inizia dai soccorritori sul territorio (complimenti) e si conclude nella nostra Cardiologia con l’angioplastica primaria»: è questo il commento scritto su Facebook dalla Cardiologia di Ascoli, diretta dal dottor Pierfrancesco Grossi, all’articolo di Cronache Picene che ha riferito dell’accaduto.

E’ andata bene per il conosciutissimo ascolano, al quale stanno arrivando tantissimi messaggi di auguri di vicinanza e auguri di pronta guarigione.

Ma l’episodio fa riflettere su quanto l’infarto possa essere subdolo.

Chi meglio del dottor Pierfrancesco Grossi può quindi rispondere a domande come: si può prevedere? Quali sono i segnali che devono far scattare il campanello di allarme? Come comportarsi di fronte ad un familiare in preda ad un arresto cardiaco?

La prima risposta suona come una sentenza, seguita però da un saggio consiglio che andrebbe tenuto in seria considerazione.

L’eliambulanza a Monte Piselli

L’infarto si può prevedere?

«Come evento no. Si può prevenire (e spiega dopo come,  ndr). L’infarto è come il terremoto. Colpisce all’improvviso. Ed il fattore tempo è determinate.

“Il tempo è muscolo” si dice in gergo. Cioè più tempo passa in mancanza di circolazione di sangue più il muscolo cardiaco brucia tessuto e si danneggia, anche in maniera irreparabile«». 

E proprio quando ci davamo tutti per spacciati arrivano il consiglio e la proposta del primario.

«Se però accanto alla persona in arresto c’è qualcuno in grado di effettuare a regola d’arte un massaggio cardiaco, questo può permettere al cuore di continuare a battere anche per diversi minuti, quelli necessari a far arrivare un defibrillatore e cardiovertire il paziente.

Far continuare il cuore a battere fa la differenza tra la vita e la morte ma anche per scongiurare danni irreversibili come quello cerebrale.

Io consiglio vivamente a tutta la popolazione di partecipare ad un corso di primo intervento. E propongo con convinzione che il corso di primo intervento di almeno 2 settimane debba essere inserito nel programma delle classi quarte di tutte le scuole superiori.

In questo modo in ogni famiglia ci potrebbe essere un ragazzo formato per prestare un soccorso immediato in caso di necessità».

L’arresto cardiaco da cosa è preceduto?

«I campanelli d’allarme sono un dolore toracico o addominale, accompagnato da sudorazione a freddo e che s’irradia al braccio – sia destro che sinistro, o alla mandibola e, o, ai denti. 

Si tratta di un malessere generale che viene definito sui libri di medicina, ed è confermato da chi lo ha provato, “sensazione di morte”.

E’ comunque un dolore “nuovo” nel senso che in genere non è mai stato provato prima.

Questi sono i sintomi per eccellenza dell’infarto acuto. L’unica cosa da fare: chiamare immediatamente aiuto».

Se l’infarto non si può prevedere, si può però prevenire

«L’infarto è causato da un’ostruzione dell’arteria cardiaca per la rottura di una placca di colesterolo.

Alla base di una cardiopatia ischemica ci sono dei fattori di rischio che è necessario tenere sotto controllo.

Per prevenirli è bene non fumare, fare attività aerobica per almeno 50 minuti per tre volte alla settimana, evitare cibi ad alto contenuto di colesterolo, controllare la pressione arteriosa e diabete. 

Se ci si riconosce in uno o più di uno di questi fattori di rischio è consigliabile una visita cardiologica».

 

 


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