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Area Vasta 5,
stato di agitazione del personale

SANITA' - Lo ha indetto l'Usb del comparto, preannunciando uno sciopero in caso di fallimento del tentativo di conciliazione. Giuliani: «Area Vasta 5 e Asur hanno eluso le corrette relazioni sindacali»

E’ stato indetto lo stato d’agitazione di tutto il personale dell’Area Vasta 5 che si riconosce nell’Usb, federazione provinciale di Ascoli, comparto sanità.

A dirlo è il sindacalista Mauro Giuliani che dettaglia le motivazioni alla base della decisione che potrebbe sfociare, in caso di fallimento del procedura di raffreddamento e conciliazione già attivata, in un sciopero nei Servizi Pubblici essenziali.

«Asur e Area Vasta 5 sono responsabili oramai da mesi, della sistematica elusione delle corrette relazioni sindacali e quindi delle conseguenti mancate soluzioni per trovare risposta alle problematiche che riguardano i dipendenti, provocando grave pregiudizio alle lavoratrici e ai lavoratori impegnati e provati dall’emergenza pandemica e dai cronici carenza di personale, posti letto e interi reparti. La situazione non più accettabile e sostenibile.

Per questo l’Usb indice lo stato di agitazione di tutto il personale del comparto e chiede al  Prefetto di Ascoli Piceno di attivare la procedura di raffreddamento e conciliazione».

I motivi addotti dal rappresentante sindacale sono, tra le altre cose, l’accordo su premialità e indennità Covid, i requisiti sulla stabilizzazione del personale, il Piano occupazionale straordinario con assunzioni stabili per coprire le carenze croniche la mancata applicazione del contratto collettivo e la conciliazione arretrati sui tempi di vestizione e svestizione degli indumenti da lavoro.

Giuliani denuncia anche il «totale disinteresse e mancata risposta da parte della dirigenza di Area Vasta 5 e Asur rispetto alla richiesta, più volte reiterata negli ultimi mesi, dalla scrivente organizzazione sindacale di reperire e mettere a disposizione una stanza dedicata alle lavoratrici e ai lavoratori addetti ai collegamenti dei piani dell’ospedale “Mazzoni” che hanno gli stessi diritti degli altri dipendenti».

Non ultimo, il sindacalista aggiunge alla lista delle rimostranze anche «il Piano emergenza 2021 che l’azienda deve presentare a inizio anno e che non è mai stato presentato e, come negli anni precedenti, mai sottoscritto».


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