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“Ci vuole un fiore”,
riprende il progetto
di orto-terapia

ASCOLI - Dopo un anno di stop imposto dal Covid i ragazzi dell'Anffas tornano ad occuparsi di orti e serre grazie alla sinergia con Amici nella Natura e Fondazione Carisap

Un anno fa le misure di sicurezza per contenere la diffusione del Covid hanno imposto la chiusura dei Centri diurni per le persone con disabilità e, con la chiusura del centro Anffas, si è interrotto pure “Ci vuole un fiore”, progetto realizzato dall’associazione insieme alla Fondazione Carisap.

In tempi di Coronavirus, l’Anffas ha messo in campo diverse misure per assistere i ragazzi e continuare le attività dedicate all’autonomia e al sostegno educativo dei disabili.

Con l’aiuto degli educatori, dei volontari e, naturalmente, dello smartphone, sono state portate avanti attività che hanno permesso ai ragazzi e alle ragazze di svolgere attività di inclusione e socializzazione nello loro abitazioni.

A partire da luglio, poi, la nuova organizzazione con turni di frequenza differenziati e utenti organizzati in piccoli gruppi stabili, con una  riorganizzazione degli spazi interni, rispetto delle norme igieniche e di sanificazione, l’utilizzo delle mascherine e test sierologici, oltre a trasporti che garantiscano la sicurezza.

I ragazzi dell’Anffas al lavoro

La primavera rappresenta la rinascita e con l’augurio di un nuovo inizio, dopo un anno riprende “Ci vuole un fiore”, un progetto di orto-terapia, ma non solo. Gli ospiti del centro, dal 10 marzo, torneranno ad occuparsi del loro orto e della loro serra, presso gli orti sociali di Amici nella Natura, dedicandosi alla coltivazione di piante e fiori.

L’orto-terapia rientra tra le terapie occupazionali, che concentrano l’attenzione sullo sviluppo e il mantenimento della capacità di agire delle persone; l’orto diventa uno strumento che insegna la pazienza, l’operosità, ma soprattutto la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, attraverso il “saper fare” e il “saper prendersi cura” e la crescita di una pianta è il risultato tangibile della propria capacità.

In un momento così delicato Anffas è consapevole e felice dell’opportunità che questo progetto, sostenuto dalla Fondazione Carisap e grazie alla disponibilità di “Amici nella Natura”, dona ai ragazzi.


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