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Primo giorno di 112
per le emergenze del Piceno,
Postacchini: «Nessun problema»

NUMERO UNICO - Il primario della centrale operativa del 118 spiega come funziona il nuovo, attivo ora anche per il Piceno ed il Fermano, dal punto di vista del soccorso sanitario

L’equipaggio della centrale operativa del 118 di Ascoli al lavoro la notte di Capodanno

E’ partito nel Piceno e nel Fermano il Numero unico europeo 112 per le emergenze.

Da oggi, 9 marzo, il cittadino che ne ha bisogno, non deve più scegliere tra la chiamata a Polizia, Carabinieri, Vigili del fuoco o emergenza sanitaria. Sarà la Centrale unica di risposta (Cur) Marche-Umbria di Ancona a gestisce le richieste delle due regioni, smistandole, a seconda della situazione, ai Carabinieri (112), alla Polizia (113), ai Vigili del fuoco (115) e al soccorso sanitario (118), le cui numerazioni resteranno comunque attive.

«Il nuovo sistema ha preso il via senza alcun problema», spiega il dottor Flavio Paride Postacchini direttore della Centrale operativa del 118, che risponde alle emergenze sanitarie per le province di Ascoli e Fermo.

Flavio Paride Postacchini, direttore della Centrale operativa del 118

Ma cosa cambia per l’utente?

«Nulla. I centralinisti del Cur fanno una brevissima intervista all’utente, che viene immediatamente deviato al servizio e della località di competenza.

Parte integrante della chiamata al 118 è l’intervista sanitaria, in base alla quale l’operatore gestisce l’emergenza e risponde in maniera appropriata in base al codice di priorità e alla tipologia del caso. Sceglie, ad esempio, se inviare sul posto, ad esempio, l’ambulanza infermiere o anche con medico a bordo».

«Addirittura il Curprecisa il primario del 118attiva una procedura speciale per i casi “gravi”. Cioè quelli che, alla prima risposta, si presentano già come codice rosso».

È possibile e consigliabile contattare la Centrale Nue 112 tramite l’applicazione “112 Where ARE U”, scaricabile gratuitamente su tutti gli smartphone (sia per Android sia per Ios).

Tramite l’app si avrà una localizzazione, geografica e precisa, di chi chiama, facilitando le operazioni di intervento anche se non si è in grado di rispondere: oltre che in voce è infatti possibile interagire con i soccorritori in chat e con chiamate mute.

Inoltre risulta cruciale per gestire i soccorsi, senza i rischi di errore dovuti all’inevitabile concitazione del momento. Il Nue 112 è accessibile alle persone diversamente abili e garantisce un’assistenza multilingue con interprete.

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Le Marche e l’Umbria hanno attivato una Centrale unica di risposta, localizzata ad Ancona, nella cittadella della Giunta regionale. A oggi la Cur Marche e Umbria (attiva dal 10 dicembre) ha gestito 120.959 chiamate: 59.514 sono state inoltrate alle centrali di emergenza (soccorso sanitario, Vigili del fuoco, Forze dell’ordine), 61.445 non inoltrate in quanto sono risultate improprie.

Il tempo di attesa, da parte dei cittadini, per la risposta della centrale, è stato di 3 secondi (al di sotto dei tempi medi di gestione previsti dal ministero dell’Interno). A regime saranno servite dal Nue 112 Marche-Umbria: 5 Centrali Operative dell’Emergenza Sanitaria, 19 Sale Operative della Polizia di Stato, 27 Centrali Operative dell’Arma dei Carabinieri, 6 Sale Operative dei Vigili del Fuoco, 1 Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto.

m.n.g.


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