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Acqua bene comune,
rinasce il “Tavolo Piceno”

SONO 14 tra associazioni, comitati e movimenti che tornano insieme a 10 anni di distanza dal vittorioso referendum contro la privatizzazione. Primo obiettivo è l'incontro con i vertici dell’Ato 5 allo scopo di fare il punto delle strategie e sugli interventi in cantiere per fronteggiare le problematiche del settore idrico

A distanza di 10 anni dal vittorioso referendum contro la privatizzazione dell’acqua si ricostituisce nel territorio ascolano/fermano dell’ATO 5 il “Tavolo Piceno per l’Acqua Bene Comune”.

Numerose associazioni, movimenti e comitati si sono riunite ed hanno deciso di intraprendere questo rinnovato percorso comune convinte che ciò sia estremamente necessario per varie ragioni di carattere generale e locale.

«In primo luogo -spiegano gli aderenti- perché a dispetto dell’esito referendario i processi di privatizzazione a livello globale e regionale, sebbene in modo strisciante, non si sono mai arrestati, e l’incongrua natura di “società per azioni” dei soggetti pubblici che gestiscono l’acqua e la depurazione (come la Ciip) non favorisce la trasparenza e la partecipazione».

«Peraltro -continuano- le ripercussioni negative sulla qualità e quantità dell’acqua che si stanno producendo sugli utenti di alcune zone del Piceno in relazione alla riduzione della disponibilità di risorse idriche, determinate dagli effetti dei cambiamenti climatici e degli eventi sismici, richiamano tutta la comunità territoriale ad una maggiore partecipazione per monitorale le scelte strategiche della società di gestione. Ciò affinché si possano prevenire scenari negativi come quelli che stiamo vivendo e non si determinino deviazioni del suo operato verso altri settori d’intervento».

Primo passo sarà la richiesta di un primo incontro con i vertici dell’Ato 5, che rappresentano i 59 Comuni consorziati, allo scopo di fare il punto delle strategie e sugli interventi in cantiere per fronteggiare le problematiche del settore.

I movimenti e le associazioni che sino a questo momento hanno aderito al tavolo sono: Legambiente – Circolo di Ascoli, Circolo “lu cucale” di San Benedetto e Circolo “Teramare” del Fermano, Comitato Spontaneo “Le buone acque del Pescara”, Movimento “Dipende da Noi” coordinamenti di Ascoli e di Fermo, Associazione di tutela e valorizzazione della Valdaso, Ascolto & Partecipazione – Ascoli Piceno, Cittadinanzattiva San Benedetto, Comitato Ci Rifiutiamo – Ascoli Piceno, Associazione I CARE – Grottammare, Associazione Luoghi Comuni, Comitato Tutela del Bretta, Comitato Aria Pulita Castel di Lama – Villa Sant’Antonio, Casa Comune – Fermo.


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