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La Quintana si affilia alla Fise:
gettate le basi per la creazione
di una “scuola ascolana”

ASCOLI - Grazie al connubio con la Federazione Sport Equestri, il vecchio Squarcia resta il Campo dei Giochi della Quintana, ma ora potrà ospitare tutte le discipline sportive di natura equestre. Esultano il sindaco Marco Fioravanti, l'assessore Nico Stallone e il presidente del Cda quintanaro Massimo Massetti

di Andrea Ferretti

La Quintana di Ascoli è ufficialmente affiliata alla Federazione Italiana Sport Equestri (Fise). Un passo avanti verso l’obiettivo di rendere – covid permettendo – il vecchio campo sportivo Squarcia, poi diventato solo Campo dei Giochi della Quintana, fruibile tutto l’anno come Centro federale in grado di ospitare tutte le discipline sportive di natura equestre.

Secondo ma non meno importante step del progetto è l’auspicata (da decenni) nascita di una “scuola” di cavalieri ascolani, considerando che i Sestieri si affidano da sempre quasi tutti a cavalieri provenienti da altre città, sedi anch’esse di rievocazioni storiche e Giostre cavalleresche.

Il sindaco Fioravanti e il presidente del CdA Massetti

Il primo passo è stato compiuto in sinergia tra l’Amministrazione comunale, con in testa il sindaco Marco Fioravanti che è anche Magnifico Messere della Quintana, l’assessore comunale allo sport Nico Stallone e il Consiglio degli Anziani della Quintana presieduto da Massimo Massetti.

«Fin dall’inizio del mio mandato – dice il sindaco – ho evidenziato l’importanza di valorizzare il campo Squarcia per tutto l’anno e non solo durante il periodo quintanaro. Questa affiliazione alla Fise va proprio in questa direzione. Grazie a un importante lavoro di riqualificazione dell’impianto, sarà ottimizzato l’utilizzo dello Squarcia che resterà il Campo dei Giochi della Quintana, ma diventerà anche un Centro sportivo federale. Inoltre l’affiliazione favorirà la nascita di una scuola per cavalieri ascolani».

Nico Stallone

Nico Stallone: «Una struttura aperta tutto l’anno creerà anche una nuova forma di turismo sportivo, con positive ricadute economiche e di immagine sulla città di Ascoli e l’intero territorio piceno».

Massimo Massetti: «Era uno degli obiettivi che ci eravamo prefissato fin dal giorno del nostro e, grazie a questa affiliazione, il traguardo è più vicino».

Visto oggi, sembra proprio un segno del destino il successo nell’ ultima Giostra che si è corsa nell’agosto 2019, ottenuto dall’appena 18enne ascolano Lorenzo Melosso (Porta Romana). Prima di lui, solo tre ascolani doc avevano iscritto il proprio nome nell’Albo d’Oro della Giostra: Giovanni Castelli (Porta Tufilla) nella prima edizione del 1955, Luigi Civita (Porta Romana) nel 1956 e 1960, Franco Melosso (Sant’Emidio) nel 1997 e 1998.

Lorenzo Melosso

Andrebbero citati anche i tre successi di inizio anni ’60 di Angelo De Angelis e, dopo quarant’anni, gli otto di Emanuele Capriotti. Ma il primo è romano (anche se ascolano di adozione essendosi stabilito in città da oltre sessant’anni) e il secondo della vicina Castignano.

Se nel 2019 non ci fosse stata la vittoria di Melosso junior, insomma, l’ultimo successo di “scuola ascolana” risalirebbe a quello del padre Franco ventun’anni prima di lui.  

Per il resto tutte vittorie “straniere”, targate soprattutto Foligno e Faenza. Dalla città umbra arrivano, o sono arrivati, Luca Innocenzi, Paolo Margasini e Marcello Formica (Porta Solestà); Massimo Gubbini e Paolo Giusti (Porta Tufilla), Gino Ricci (Porta Romana).

Dalla città romagnola, invece, Gianfranco Ricci (Sant’Emidio), Gianni Vignoli (Piazzarola), Massimo Montefiori (Porta Romana), Pierpaolo Placci (Porta Maggiore), padre e figlio Mario (Piazzarola) e Willer (Porta Solestà) Giacomoni, Gian Luigi Poggiali (Porta Tufilla).

A questi vanno aggiunti l’aretino Luca Veneri (Piazzarola), il laziale Eugenio Santoni (Sant’Emidio), il maceratese Francesco Scattolini, il ternano Fabio Picchioni (Porta Romana).

Via le ragnatele allo “Squarcia”: si respira aria di Quintana dopo un anno e mezzo di stop

 


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