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Musica dal vivo, ci manchi
Lo sprone di Massimo Croci:
«C’è sfiducia, ma siamo pronti a tornare»

SPETTACOLO - Pausa estiva esclusa, i concerti mancano ormai da un anno. Il punto con uno dei personaggi più attivi del Piceno, organizzatore, promoter, talent scout e anima del "17 Festival": «Per tornare alla normalità ci vorrà tempo, ma il settore ha dimostrato di saper lavorare seriamente e in sicurezza. Da momenti di difficoltà occorre trarre spunto per trovare nuova linfa»

C’è voglia di tornare a vedere le piazze piene. Nella foto l’evento con il Grupo Compay Segundo a Ripatransone

di Luca Capponi 

Da una parte lo scoramento che provoca l’essere fermi ormai da un anno, pausa estiva esclusa, dall’altra il desiderio  di ripartire, le idee, i progetti. E il bisogno di musica dal vivo, che ha reso tutti noi orfani di un mondo bellissimo.

Croci con Piero Pelù

«E’ vero, quando tutto è così immobile commentare diventa difficile. E’ innegabile che nell’ambiente ci sia sfiducia, ma la voglia di tornare a respirare l’aria di un concerto è tanta. Io penso che nonostante tutto occorra dare un segnale: siamo qui, e abbiamo tanta voglia di tornare a fare quello che sappiamo fare e che amiamo».

Massimo Croci è un nome che gli appassionati del Piceno (e non solo), conosco bene: fondatore dell’associazione “17 Festival” e dell’agenzia “Seventeen Eventi”, instancabile organizzatore, direttore artistico, talent scout, promoter, nel corso degli ultimi anni ha dato vita o collaborato a centinaia di eventi in tutte le Marche, portando in loco nomi come, tra gli altri,  Marlene Kuntz, Lacuna Coil, Brunori, Dardust, Grupo Compay Segundo, il batterista dei Deep Purple Ian Paice, spesso puntando lo sguardo verso i talenti emergenti e la scena indipendente, vedere alle voci Dimartino e Gio Evan, giusto per fare due nomi passati all’ultimo Festival di Sanremo e che si erano esibiti nell’Ascolano in tempi non sospetti.

Con Diodato a Folignano

Proprio come Diodato, che l’anno prima di trionfare all’Ariston calcava il palco di Agricultura a Folignano, una delle realtà in cui Croci ha svolto un ruolo fondamentale, così come accaduto, giusto per citare qualche altro esempio, con lodevoli iniziative come Mazzumaja, Cose Pop e L’arte non è acqua.

Attualmente di stanza a Monteprandone, Croci fornisce un quadro della situazione molto esaustivo, essendo quotidianamente in contatto con artisti, operatori e tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, ruotano attorno al mondo della musica dal vivo.

«La differenza è che prima, quando ci sentivamo, parlavamo quasi solo di date, live e quant’altro, in pratica di lavoro, mentre adesso i discorsi sono più incentrati, per forza di cose, sulla vita di tutti giorni -spiega-. Ecco, se c’è un piccolo aspetto positivo forse è questo, molti rapporti sono divenuti più sinceri e umani, meno frenetici».

Uno scatto di Massimo che immortala i Lacuna Coil di scena a Porto Sant’Elpidio, anno 2018

Massimo, però, sa bene che questo non basta.

«In tanti, per motivi diversi, hanno ricevuto pochissimi ristori e sono in grande difficoltà, la situazione non è facile -ammette-. La speranza è quella di poter ripartire al più presto: il mondo della musica, e dello spettacolo dal vivo in generale, hanno già dimostrato la scorsa estate di poter affrontare la situazione in modo maturo, responsabile e sicuro. Ci sarà qualcosa da modificare, ovvio, ma siamo pronti come sempre».

Anche in questi caso Croci parla con cognizione di causa, essendo stato uno di quelli che, nell’estate del Covid, ci ha provato. Con il suo “17 Festival”, evento benefico che dona il ricavato all’Ail per combattere le leucemie (nato in ricordo della moglie Marzia, scomparsa nel 2011 a soli 37 anni), ha portato a Ripatransone il batterista Marco Lanciotti (già al fianco di Achille Lauro) e, appunto, Gio Evan per due date molto partecipate.

Massimo Croci con Dario Brunori

«Lo abbiamo fatto per dare un segnale forte e tutto è andato per il meglio -ribadisce-. Certo, ora è diverso tra misurazione della temperatura, liste coi nomi, protocolli e quant’altro, però si può e si deve fare. I concerti come erano prima ce li dobbiamo scordare per un po’. Ma ciò non vuol dire cancellarli, anzi».

E a tal proposito, Croci sottolinea nuovamente un concetto, una dogma che lui ha fatto suo non solo nella musica, ma anche nella vita.

«Da momenti di difficoltà occorre trarre spunto per trovare nuova linfa -conclude-. Per questo sto lavorando ad un progetto estivo dove musica, concerti, teatro, convegni e ambiente possano sposarsi in un unico contenitore. Lo faccio anche per tenere viva la tradizione che qui nel Piceno ci ha sempre regalato qualità nella proposta, penso a locali storici che oggi non ci sono più come Brevevita, Pao o al Fuga, dove la mia passione per la musica si è alimentata ed è cresciuta».

Con Ian Paice

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