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Dantedì:
occasione per riscoprire
il poeta piceno Carmine Galanti

COSSIGNANO - La Giornata Nazionale dedicata a Dante Alighieri riporta all'attenzione il letterato e celebre dantista Carmine Galanti, nato il 16 luglio 1821. Studiò a lungo la Commedia. Morì a Ripatransone. Esiste una versione del capolavoro anche in dialetto cossignanese

L’epigrafe sulla tomba di Carmine Galanti

di Roberto De Angelis 

(ex sindaco di Cossignano)

Il 25 marzo si celebra il Dantedì, la Giornata Nazionale dedicata a Dante Alighieri. La data è quella che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia, l’occasione per ricordare in tutta Italia e nel mondo il genio di Dante, con tante iniziative, soprattutto on line ed in streaming, organizzate da diversi soggetti e istituzioni culturali. L’edizione del 2021 è ancora più significativa perché avviene nel settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta.

Largo Carmine Galanti a Cossignano

 

In occasione di questo evento, mi piace ricordare il lavoro di ricerca “Dante e le Marche”, condotto dal professor Luca Di Dio su incarico del Comitato di Camerino della Società Dante Alighieri, volto a promuovere un’immagine artistico-culturale della nostra regione attraverso la figura e l’opera di Dante Alighieri, condensato in un Cd-Rom (LabIdee 2005), unico nel suo genere, che fu presentato anche a Cossignano in un incontro culturale a cui ebbi l’onore e il piacere di presiedere.

L’opera, nel rispecchiare il percorso triadico che attraversa la Commedia, si presentava suddivisa in tre “Cantiche”: Introduzione, Geografia e Viaggio. Nella “Geografia Dantesca”, un percorso a metà tra turismo e letteratura, furono evidenziati con colori diversi i comuni delle Marche legati in qualche modo all’opera di Dante.

Con il colore rosso l’autore indicava il comune delle Marche nominato in una qualche opera di Dante. Con il colore blu rilevava invece quelli che pur non essendo esplicitamente menzionati tuttavia erano legate alla produzione dantesca da un qualche, più o meno diretto, collegamento o nesso. Infine con il colore verde si segnalavano centri demici con rilevanza dantesca cioè che avevano dato i natali o dimora a insigni dantisti.

La Commedia in versione cossignanese

Ebbene, in questo straordinario itinerario regionale composto da 39 comuni, Cossignano veniva annoverato tra i comuni a “rilevanza dantesca”, per merito del nostro concittadino Carmine Galanti, dantista e poeta latino, in cui quest’anno ricorre il duecentesimo anniversario dalla nascita, personaggio illustre onorato nella nostra toponomastica attraverso l’intitolazione di una piazzetta del centro storico: largo Carmine Galanti.

Carmine Galanti fu un valido studioso di Dante, letterato e brillante maestro. Nacque a Cossignano il 16 luglio 1821 dall’ingegner Giuseppe e da Teresa Marzi. Fu particolarmente versato nelle lettere e nelle scienze; per più anni insegnò nel seminario di Ripatransone filosofia e matematica. Ma divenne famoso soprattutto per la poesia latina e le importanti lettere pubblicate sul poema sacro di Dante, che gli meritarono riconoscimenti accademici e le lodi anche dagli stranieri.

Fu ordinato sacerdote nella Pasqua del 1846. Il Galanti militò sostanzialmente, seppure con una certa libertà e discrezione, nell’ambito della critica cattolica. Coltivò gli studi danteschi fermando la sua attenzione soprattutto sui significati dei simboli e delle allegorie della Commedia. Il “celebre dantista” espose le sue osservazioni in lettere a stampa, dirette nella maggior parte a dantisti del tempo. Alcune sue interpretazioni saranno poi utilizzate da critici del Novecento. Morì a Ripatransone nello stesso giorno della Natività del Signore dell’anno 1890, stroncato da un colpo apoplettico. Fu sepolto nella tomba dei canonici del cimitero locale.

La gran parte della produzione letteraria è stata raccolta nell’opera del 1993 “Carmine Galanti, dantista e poeta latino” (volume I, “Il dantista”; volume II, “Il poeta latino”), appositamente elaborata dal compianto professor Rolando Perazzoli di Grottammare, per non disperdere un ricco patrimonio culturale, oltre che per aiutare la labile memoria di tutti noi.

Merita ricordare, nell’occasione, anche l’opera del compatriota Edvinio Barbizzi che, per merito del suo animo sensibile, ha parafrasato, attraverso un manoscritto autografo che ha richiesto un notevole e generoso impegno di “riscrittura” durato circa 12 anni (1994-2006), la Commedia dantesca nel vernacolo cossignanese “La Devina Chemmedie” stampato in tre volumi “Inferne”, “Pergatorie” e “Paradise”.


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