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Fallimento “Dimore Picene”,
paga anche il Comune

ASCOLI - Per il contenzioso con la società (ora fallita) che ha gestito Villa Sgariglia di Campolungo, l'Amministrazione dovrà sborsare 120.000 euro
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di Renato Pierantozzi

Tocca anche al Comune di Ascoli mettere mano al portafoglio nella vicenda del fallimento della società Dimore Picene srl che ha gestito per anni la struttura di Villa Sgariglia di Campolungo.

Villa Sgariglia di Campolungo

La somma, frutto di un accordo transattivo, ammonta a 120.000 euro che finiranno nelle casse della curatela fallimentare.

Dal Comune è arrivato il via libera alla liquidazione della somma tramite una determina firmata dal dirigente Paolo Ciccarelli.

Il contenzioso era nato con la società che ha gestito la struttura che aveva rivendicato, fatture alla mano, una serie di lavori e migliorie fatte per aprire la struttura.

In base al contratto siglato nel lontano 2007, a carico del gestore era previsto un canone annuo di 71.000 euro da versare all’Arengo.

Nel 2008 la società aveva poi presentato al Comune un progetto per effettuare lavori di manutenzione e di migliorie della struttura per un importo di quasi 2 milioni di euro da completare entro il 2021, comprendente anche la valorizzazione di aree esterne alla villa.

Si arriva poi, nel 2018, al fallimento della stessa “Dimore Picene srl” con un credito di 304.000 euro riconosciuto al Comune per il mancato pagamento dei canoni di affitto.

D’altra parte, però, all’Arengo arriva la diffida per il pagamento di 1.748.931 euro relativamente proprio ai lavori di miglioria svolti presso la struttura che ne avrebbero accresciuto il valore.

Si arriva così alla composizione bonaria della lite tra il Comune e la curatela fallimentare a cui andranno 120.000 euro a saldo e stralcio delle pendenze in corso.

 


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